Sono 12 i cassonetti incendiati nell'ultimo anno
Sono 12 i cassonetti incendiati nell'ultimo anno

Fano, 17 aprile 2019 - Un totale di 12 cassonetti dati a fuoco nell’ultimo anno. Gli ultimi due l’altra notte, a Fano, in via Cavallotti e viale XII Settembre. Contenevano carta e plastica. Il danno complessivo di questa ‘strage’, contando tutte le spese di contorno, è per Aset di circa 20mila euro. Inutile dire che la municipalizzata, che di quei cassonetti è proprietaria, è decisamente stufa. Ma ormai, il piromane che incendia i contenitori nelle notti fanesi, ha una media da colpitore seriale e sta diventando un ricercato. Perchè il fenomeno inizia ad assumere contorni davvero preoccupanti. E sta creando problemi a tutti. Oltre ad Aset, anche agli stessi pompieri, che regolarmente devono intervenire con uomini e mezzi.

Sentite per esempio cosa dice il direttore tecnico di Aset, Marco Romei, 53 anni: «Per ogni cassonetto incendiato vanno in fumo circa 600 euro, tanti ce ne vogliono per ricomprarlo nuovo. Oltre alle spese di smaltimento, ripulitura ecc», che raddoppiano le cifre dette e portano ai circa 20mila euro già citati. «Il fatto è che questa gente si muove evitando accuratamente tutte le isole ecologiche dotate di telecamere, segnalate dal palo che le sostiene e che quindi è visibile»: quelle postazioni in città e dintorni sono circa 60, netta minoranza rispetto al totale delle isole ecologiche.

«Non abbiamo ancora capito se si tratta di vandali o altro, certo la ripetitività – aggiunge Romei – sta preoccupando. Speriamo che finisca tutto al più presto. Le forze dell’ordine sono state comunque ogni volta informate. Quello che mi preoccupa un po’ è l’effetto emulazione...».

Fino ad ora non ci sono stati problemi di tipo ambientale, perchè in realtà il materiale che brucia è di quantità ridotte. E i pompieri ci mettono un massimo di 15 o 20 minuti per spegnere gli incendi, quasi sempre segnalati dai passanti o dai residenti che vedono svilupparsi all’improvviso, sempre di notte, le fiamme. Non si capisce neanche quale tipo di innesco finora sia stato usato, e se la mano sia la stessa. Una cosa è certa: i controlli, e le indagini, aumenteranno per stroncare il fenomeno.