Fano, 17 aprile 2018 - Dragaggio con telecamera. Tutte le operazioni di escavazione delle darsene interne del porto (in azione due draghe arrivate ieri a Fano) avverranno sotto l’occhio vigile della telecamera e di un tecnico della Regione che sarà a bordo di uno dei due galleggianti mobili. Questo perché circa 8mila metri cubi di sedimenti, recuperati nelle darsene fanesi, saranno rigettate in mare al largo di Ancona. Si tratta di sedimenti che avevano i requisiti per tale tipo di trattamento, ma, a maggiore garanzia, è stato deciso di filmare tutte le operazioni e di permettere l’esame delle immagini da parte dell’Ismar-Cnr (Istituto di Scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche), dell’Autorità portuale di Ancona e della Regione Marche. «Più trasparenti di così non è possibile» esclama soddisfatto l’assessore al Demanio Marco Paolini. In settimana l’avvio del dragaggio degli oltre 27mila metri cubi di sabbie e fanghi: 19mila sono destinati alla cassa di colmata di Ancona, gli altri 8mila invece finiranno di nuovo in mare. Costo totale dell’operazione 850mila euro stanziati dalla Regione.

Dal momento dell’avvio dei lavori, la ditta avrà sessanta giorni per terminare il dragaggio, ma è ottimista l’assessore Paolini: «Se il mare è calmo sicuramente si riuscirà a finire prima». E proprio per accelerare i tempi e non sconfinare nella stagione estiva opereranno in contemporanea due draghe. Il dragaggio dei 27mila metri cubi di sedimenti è il frutto della collaborazione tra Comune e Regione. Il primo passo verso questa direzione era stato compiuto la scorsa estate quando il progetto di Fano era stato sganciato da quello generale dei porti regionali e al Comune era stato affidato dalla Regione il compito di elaborare il progetto e appaltare i lavori.

Dalla regione arriva un’altra buona notizia con il via libera della giunta all’accordo di programma per la difesa della costa. In particolare si fa riferimento «alle opere di difesa costiera e della linea ferroviaria Adriatica – spiega l’assessore regionale Angelo Sciapichetti – per un’estensione di circa mille e 300 metri a sud della foce del fiume Metauro. Investiamo a difesa dell’arenile risorse regionali per 2,1 milioni di euro, che mettono in movimento lavori di importo complessivo per 4,2 milioni di euro grazie al cofinanziamento di Rfi (Rete ferroviaria italiana) spa». «Il progetto – spiega Andrea Giuliani, responsabile di Oasi Confartigianato Fano – prevede l’arretramento delle scogliere che ora sono a ridosso della spiaggia, con un duplice obiettivo: una migliore protezione della linea ferroviaria e la possibilità per i bagnanti che frequentano quel tratto di spiaggia di fare il bagno in mare senza dover utilizzare le scalette per superare la barriera delle scogliere».