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26 apr 2022

Santa Croce, rebus sicurezza sugli accessi

Segnalazioni da parte di alcuni dipendenti: la sbarra del pronto soccorso sparita da tempo, criticità anche per la camera mortuaria

La sbarra del pronto soccorso che non c’è da tempo: forse la sostituiranno, ma non si sa quando
La sbarra del pronto soccorso che non c’è da tempo: forse la sostituiranno, ma non si sa quando
La sbarra del pronto soccorso che non c’è da tempo: forse la sostituiranno, ma non si sa quando

"Accesso senza controlli all’ospedale Santa Croce". E’ quanto riferiscono alcuni dipendenti, giacché alcuni ingressi sono privi di sbarramento e relativo controllo. La sbarra che chiude l’ingresso al Pronto soccorso è sparita da tempo, forse per sostituirla con una nuova, ma intanto chiunque potrebbe penetrare all’interno dell’edificio ospedaliero, anche a bordo di un camion, considerata la larghezza della strada di accesso. A questo si aggiunge l’entrata ai reparti, dove non sarebbe presente nessun addetto, permettendo l’ingresso a chiunque.

Lo scanner posizionato nei pressi si può facilmente bypassare, dando così via libera anche a chi non fosse in regola con le norme anti contagio. Un altro ingresso non controllato è quello che conduce dall’esterno alla camera mortuaria. Qui, dal piazzale antistante la cappella si accede a un vialetto, che conduce all’interno del nosocomio, dove si possono raggiungere i reparti senza dare spiegazioni a nessuno, visto che non ci sono sorveglianti, eccetto all’interno del Pronto soccorso. Una situazione che ha destato la preoccupazione di alcuni parenti dei ricoverati, che temono che possano infiltrarsi facilmente sbandati e malintenzionati. Del resto i furti non sono una novità. A cominciare dall’obitorio, dove in diverse occasioni è stata saccheggiata la cassetta delle offerte e rubati addirittura oggetti preziosi dalle salme. Misfatti che hanno costretto gli addetti ad avvertire i parenti di non lasciare indosso ai defunti oggetti di valore. Ma non sono mancati furti ai danni dei distributori di merendine, danneggiamenti ai macchinari ospedalieri, persino razzie nella postazione Potes del 118, vicino al pronto soccorso, dove vennero rubati un cellulare, un paio di occhiali da vista, un giubbotto, una felpa e un paio di pantaloni.

Tuttavia, riferiscono alcuni dipendenti, i quali hanno preferito rimanere anonimi, il rammarico è per il perdurare dello stato di abbandono generale della struttura. Un decadimento, quello denunciato, che preoccupa soprattutto, come si diceva, sul piano della sicurezza. Gli ospedali sono difatti obiettivi sensibili, che meriterebbero una elevata protezione.

Marco D’Errico

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