Il robot-docente ‘Nao’
Il robot-docente ‘Nao’

Marotta (Pesaro), 23 settembre 2015 - Sta per arrivare un docente molto particolare fra i banchi dell’istituto comprensivo ‘Faà di Bruno’ di Marotta: ‘Nao’, non un insegnante in carne ed ossa, ma un robot di ultima generazione, in grado di interagire con chiunque, dai piccini ai più grandi, perfettamente capace di tenere una lezione di storia, inglese, matematica, educazione musicale o motoria, che ambisce a rivoluzionare la didattica tradizionale. Nello specifico, ‘Nao’ è un robot estremamente realistico e naturale nei movimenti grazie ad un complesso sistema di giunzioni, autonomo e programmabile. Può afferrare degli oggetti, spostarsi, ballare, esplorare una stanza e può essere utilizzato di fronte a diverse tipologie di disabilità in fase di apprendimento.

‘Nao’, infatti, fa leva sulla naturale creatività e disponibilità dei bambini a imparare attraverso il gioco ed è ideale nell’insegnamento a bambini autistici o alle prese con altre problematiche. In particolare, è già stato testato l’incremento del 30% nella comunicazione con soggetti autistici grazie all’utilizzo di questo nuovo robot. Il progetto porta la firma del professor Giuliano Fattorini, docente di Laboratorio di Disegno e Sistemi all’Itis ‘Marconi’ di Jesi (An), in collaborazione con la professoressa corinaldese Alessandra Battestini, docente di sostegno. Ebbene, per quest’anno scolastico 2015/2016 ‘Nao’ sarà in via di sperimentazione all’istituto comprensivo ‘Faà di Bruno’ di Marotta, sperimentazione che si articolerà in diversi fasi.

«Inizialmente – spiegano gli ideatori - si darà un’anima al robot, programmandolo mediante i software a lui dedicati, mettendo in stretta collaborazione le classi del corso Meccatronica dell’Itis ‘Marconi’ di Jesi guidate dal professor Fattorini con l’istituto comprensivo marottese. La seconda fase prevedrà il test del robot, monitorandone l’interazione all’interno di classi con studenti normodotati e diversamente abili, grazie al supporto dell’insegnante di sostegno: la professoressa Alessandra Battestini. Molti saranno i vantaggi derivanti dalla diffusione di questa nuova tecnologia all’interno della didattica – aggiunge la nota -. Gli studenti avranno la possibilità di immaginarsi in un universo vicino, affascinante e intrigante in cui i robot saranno i compagni della vita quotidiana. Potranno compiere progressi nell’ambito della tecnologia imparando in modo divertente e collaborando in team. Gli insegnanti, dal canto loro, potranno suscitare interesse nei confronti della scienza e della tecnologia offrendo loro prospettive di carriera attraenti».