Quotidiano Nazionale logo
24 apr 2022

"Se mancherà l’energia, ridurremo la produzione"

Il patron di Profilglass in caso di razionamenti dovuti alla guerra. Ma la Cgil: "A soffrire sarà solo il settore del vetro e della plastica"

anna marchetti
Cronaca
Un operaio alla Profilglass (foto d’archivio)
Un operaio alla Profilglass (foto d’archivio)
Un operaio alla Profilglass (foto d’archivio)

di Anna Marchetti

"I costi sono in continuo aumento e le bollette sono triplicate, ma continuiamo a lavorare". Così Giancarlo Paci fondatore della Profilglass, azienda leader in Italia e in Europa nella produzione di profilati di alluminio, parla degli effetti della crisi determinata dalla guerra in Ucraina. Profilglass è una delle aziende cosiddette ’energivore’ con forni che lavorano senza sosta 24 ore su 24. "La situazione non è affatto bella – commenta Paci – anche se attualmente stiamo producendo con tranquillità". Nessuna ripercussione su Profilglass a seguito della chiusura del mercato russo "con il quale – fa presente Paci – non abbiamo mai avuto rapporti".

Qualche preoccupazione, invece, per le eventuali limitazioni sull’uso dell’energia che dovesse eventualmente imporre il governo a partire dai prossimi mesi: "Che le devo dire? Ridurremo la produzione". Di fronte alla possibilità che Putin decida di chiudere i rubinetti del gas o che sia la stessa Ue a optare per l’opzione estrema di embargo energetico totale, esteso dunque anche al gas, restano comunque ottimisti i sindacati: "Non crediamo che si creerà questo tipo di problema – fa notare Fabrizio Bassotti della Fiom provinciale – non ci è stato sottoposto da nessuna azienda". "Il settore della metalmeccanica – prosegue Bassotti – sta tenendo molto bene, il 2021 è stato per le aziende, in particolare per Profilglass e Biesse, un anno record sia per i fatturati sia per i profitti. Sarà difficile da replicare nel 2022 anche se i presupposti sono buoni". Le ragioni di tali risultati? "Stiamo parlando – chiarisce Bassetti – di azienda non finanziarie ma caratterizzate dalla presenza dei ‘padroni’ che credono e investono nelle loro imprese".

Più in affanno il settore del vetro e della plastica "dove le aziende devono affrontare – spiega Andrea Piccolo della Filctem (chimica, tessile, energia manifatture) – costi esorbitanti per l’importante consumo energetico: parliamo di oltre cinquanta imprese in tutta la provincia con più di mille dipendenti. I costi rispetto all’anno scorso sono più che raddoppiati e qualcuno ha già chiesto la cassa integrazione: sono arrivate una decina di domande, a cui se ne aggiungeranno altre dopo le festività. Al caro energia va aggiunto il costo dei trasporti aumentati di circa 8 volte. Queste azienda hanno un duplice problema, quello dell’approvvigionamento delle materie prime e della trasformazione, che hanno effetti sull’attività di programmazione della produzione".

E ancora Piccolo: "Stiamo parlando di aziende costrette a navigare a vista e ad aspettare l’evoluzione della guerra in Ucraina: non sono problemi che possono affrontare in autonomia, ma è il governo che deve intervenire per i assorbire i maggiori costi dell’energia, in attesa che il quadro internazionale muti. La situazione è allarmante e da monitorare con grande attenzione perché se la a livello internazionale non ci saranno cambiamenti rischia di diventare molto complicata".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?