Il drive-point per i tamponi al Codma di Rosciano, lo scorso aprile
Il drive-point per i tamponi al Codma di Rosciano, lo scorso aprile

Fano, 11 agosto 2020 - Torna il drive-point dei tamponi al Codma di Fano. Come lo scorso aprile, ai tempi della prima ondata, la struttura di Rosciano sarà utilizzata nella giornata di domani per accogliere una settantina di potenziali contagiati che sono stati individuati tramite l’indagine epidemiologica svolta all’indomani del rientro dalla Croazia di alcuni ragazzi in vacanza – poi risultati infetti - e sulla base della segnalazione dei contatti stretti evidenziati da altri pazienti risultati positivi.

L’Area Vasta ha stabilito di riallestire la struttura al Codma così da procedere in maniera più veloce e snella allo screening dei presunti infetti e spegnere sul nascere un eventuale nuovo focolaio. Al momento, dal 2 agosto, risultano 6 positivi rientrati da un viaggio in pullman in Croazia: sono quasi tutti giovani che provengono dal Fanese e da Vallefoglia, due dei quali hanno generato due ulteriori contagi secondari una volta rientrati nelle rispettive famiglie. Sono asintomatici, o comunque con sintomi piuttosto blandi in 4 casi su 6.

L’indagine epidemiologica ha permesso di risalire a tutti i vacanzieri presenti sul pullman, e si è giunti così al numero di 12: tutti convocati domani al Codma. Insieme a loro sono state precettate decine di altre persone: si tratta di viaggiatori di rientro tra diversi paesi, oppure altri contatti ricostruiti dalle segnalazioni dei positivi. Arrivando al numero complessivo di 70.

Sulla questione dei rientri dalle vacanze o dai viaggi all’estero l’attenzione è al momento altissima, dato che nelle ultime settimane i report del Gores hanno evidenziato con una certa costanza la positività di cittadini che avevano avuto questo tipo di trascorsi. Per quanto riguarda la Croazia in particolare, meta gettonatissima soprattutto da una fascia di viaggiatori più giovane insieme a Grecia, Malta e Spagna, nelle scorse 24 ore sono stati registrati 45 nuovi casi e un decesso, che porta il totale delle vittime dall’inizio dell’epidemia a 158. I casi di infezione attiva sono comunque, da alcune settimane, in costante calo e attualmente ce ne sono 585, contro i quasi 1.500 di un mese fa. Di questi, 124 pazienti sono in cura ospedaliera e otto hanno avuto bisogno della respirazione artificiale.

Dal primo caso confermato a fine febbraio, la Croazia ha registrato in totale 5.649 persone positive al Covid-19, delle quali 4.906 sono nel frattempo guarite. Da inizio giugno il Paese ha normalizzato praticamente tutte le attività commerciali e sociali, anche per aiutare il turismo, che è il principale motore dell’economia. E’ ancora obbligatorio indossare le mascherine nei luoghi chiusi, con eccezione dei ristoranti, mentre gli assembramenti pubblici sono permessi fino a un massimo di 500 persone. Insomma, in Croazia come in Italia è possibile fare praticamente tutto, ma sempre con la raccomandazione di essere prudenti e proteggersi con mascherine e distanziamento. Cosa che, in vacanza, riesce più difficile.