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Fano, tutti a dormire in tenda per l'esercitazione in caso di terremoto

Sarà montato un campo nel parco urbano per testare il piano della protezione civile

di ANNA MARCHETTI
Ultimo aggiornamento il 7 settembre 2018 alle 06:17
CAMPO Tende montate

Fano, 7 settembre 2018 - Presentato ieri il Piano aggiornato di Protezione civile, che sarà testato con una grande esercitazione nazionale dal 14 al 16 settembre. Un’occasione per verificare la capacità di risposta della Protezione civile in caso di terremoto. Nell’area dell’aeroporto, zona parco urbano, sarà montato un campo tenda per 250 sfollati. I cittadini che vorranno unirsi all’esercitazione potranno dormire nelle tende nella notte tra sabato 15 e domenica 16 settembre.

La tendopoli sarà montata dalla Fir Cb. Il gruppo composto da circa 80 persone arriverà a Fano intorno alle 6 della mattina di sabato 15 settembre e, come prevede il protocollo, si presenterà al Coc (Centro operativo comunale) di via Borsellino dove riceverà dal sindaco Massimo Seri l’indicazione su dove installare la tendopoli: nel caso specifico nell’area del parco urbano. Per le 12 il campo dovrà essere funzionante e in grado di fornire pasti caldi ai cittadini sfollati. Chi avrà scelto di dormire nelle tende, la mattina potrà fare colazione nel campo e alle 11 parteciperà alla celebrazione della messa. Nell’esercitazione, coordinata dalla Regione e dalla Prefettura, avranno un ruolo fondamentale l’associazione Cb Mattei di Protezione Civile, presieduta da Saverio Olivi, e la struttura comunale, ma arriveranno da fuori città un gruppo di motociclisti della Protezione civile, le unità cinofile e i Nas.

Per valutare l’effettiva efficienza del nuovo Piano, già deliberato dalla giunta ma ancora da approvare in consiglio comunale, la Regione creerà delle emergenze impreviste da risolvere. «Lo scopo di ogni esercitazione – ha spiegato Fabrizio Battistelli, il funzionario del Comune che ha seguito il Piano di Protezione civile – è individuare le criticità e le debolezze del Piano perché non si ripresentino in caso di vera emergenza». Con il Piano di Protezione Civile sono state recepite le nuove normative sulle emergenze, gli studi propedeutici, come la microzonizzazione (la risposta dei diversi tipi di terreno al terremoto ndr), e si è voluto aggiungere la sezione dedicata alla comunicazione e ai rapporti con i mass-media.

IL PIANO individua tutti i tipi di rischio (sismico, idrogeologico, incendi, inondazioni) e le aree per le tendopoli (ponte Metauro e aeroporto), le aree di attesa dove, in ogni quartiere, confluiranno le persone che hanno abbandonato abitazioni e posti di lavoro, le aree di accoglienza (scuole, palestre, alberghi) dove potrà trovare riparo chi non ha più casa, e gli edifici strategici come il municipio, l’ospedale, la stazione, l’aeroporto e le sedi delle forze di polizia.

 

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