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2 apr 2022

"Terna, a Carrara la maxi stazione agli altri quartieri le compensazioni"

I cittadini si ribellano all’ampliamento della struttura: "Già ora c’è un rumore insopportabile. Poi cosa accadrà?"

I cittadini di Carrara sono scesi in campo contro la centrale di conversione che Terna realizzerà accanto alle loro abitazioni
I cittadini di Carrara sono scesi in campo contro la centrale di conversione che Terna realizzerà accanto alle loro abitazioni
I cittadini di Carrara sono scesi in campo contro la centrale di conversione che Terna realizzerà accanto alle loro abitazioni

di Anna Marchetti

Carrara si ribella. I residenti del quartiere dicono "no" alla centrale di conversione (terminale del cavo sottomarino Adriatic Link) prevista da Terna (società che gestisce la rete elettrica nazionale) a fianco dell’attuale centrale elettrica. I cittadini se la prendono con l’Amministrazione comunale – "siamo stati abbandonati" – e in particolare con il sindaco Massimo Seri: "Venga a Carrara e ci spieghi cosa sta succedendo e a cosa andiamo incontro. Se vogliono realizzare la nuova centrale di conversione davanti alle nostre case devono almeno essere previste opere di compensazione".

Opere che al momento, come confermato da Terna nell’incontro on line di giovedì sono previste ma, su specifica richiesta del Comune, riguardano la riqualificazione di opere pubbliche o la dislocazione o l’interramento delle linee dell’alta tensione che passano nei quartieri di San Lazzaro e San Cristoforo .

"A noi – s’infuria Adamo Luziani – cosa ci importa di San Cristoforo e San Lazzaro. A Carrara fanno la centrale e le opere compensative pensano di realizzarle a Fano? Ma stanno scherzando? Questa è una beffa vera e propria". "Se il sindaco di Cartoceto Enrico Rossi (anche lui presente all’incontro di giovedì ndr) – incalza Marco Leone – parla di danno visivo e di inquinamento per gli abitanti di Ponte Murello, figuriamo per noi di Carrara". I residenti accusano l’Amministrazione di non aver informato adeguatamente la popolazione, a differenza del primo cittadino di Cartoceto: "Seri ha dato l’ok al progetto della centrale di conversione senza mai confrontarsi con noi". E sugli incontri pubblici organizzati da Terna, Luziani replica: "Ma di quali incontri parlano? Con i residenti non si è mai confrontato nessuno. Sapevamo solo della mobilitazione del Comitato di Lucrezia (giovedì in collegamento on line ndr), non dell’incontro dell’altro ieri al quale, mi sembra di capire, sono stati invitati tutti tranne noi". "Ci dicono – aggiunge un altro residente – che la call era pubblicizzata sul sito di Terna, ma nessuno di noi lo guarda". Insiste Luziani: "Sono mesi che stiamo cercando di contattare il Comune, ma non ci risponde nessuno".

I cittadini lamentano dalla scorsa estate, a seguito dell’installazione di un compensatore sincrono nella centrale elttrica, l’incremento "insopportabile della rumorosità". "Soprattutto – fa notare Roberta Luziani – di notte e nelle prime ore del giorno". Conferma la signora Benvenuti: "A causa del rumore, la scorsa estate il terrazzo era inutilizzabile". "Abbiamo provato – prosegue Luziani – a contattare l’ufficio ambiente comunale ma non siamo riuscite ad ottenere la misurazione del rumore. Dal Comune non rispondono al telefono, né alle mail e non c’è stata la possibilità di incontrare nessuno. Mentre il sindaco di Cartoceto si è speso per i suoi cittadini, noi di Carrara siamo stati lasciati soli. Io sono nata qui, quando Carrara era un bel paese di campagna, adesso è solo smog e traffico con file interminabili di camion dalle cave e dalla zona industriale di Lucrezia". Tra i cittadini che protestano c’è anche una giovane mamma, al settimo mese di gravidanza, Xenia Esposto Nardini: "Abito a fianco della centrale elettrica e nessuno ci ha informato del potenziamento avvenuto lo scorso anno, né ci hanno chiesto cosa ne pensassimo. Ce ne siamo accorti da soli e ci siamo attivati per chiedere spiegazioni al Comune, ma le risposte sono state solo ‘si vedrà’ e ‘faremo’. Vorrei che venissimo rassicurati sull’impatto che il futuro impianto avrà sulla nostra salute: lo chiedo nel mio interesse, in quello di mio figlio che deve ancora nascere e delle generazioni future".

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