ANTONELLA MARCHIONNI
Cronaca

Trafitto all’addome al Fano Center. Colpa di una mancata precedenza

Questo emerge dalle indagini dopo l’arresto di tre persone da parte della Polizia. Nel loro furgone era stata trovata una mazza appena comprata. L’avvocato: "Ma non c’è stata premeditazione".

Trafitto all’addome al Fano Center. Colpa di una mancata precedenza

Trafitto all’addome al Fano Center. Colpa di una mancata precedenza

Una mancata precedenza all’incrocio degenerata nel sangue. Lui, dopo quello sgarro, l’ha seguita con l’auto per un po’, addirittura ostacolandola nel tragitto e lei ha raccontato tutto a casa. Figlio e compagno della donna il giorno dopo, con un terzo uomo, si sono lanciati sulle sue tracce. Quella che doveva essere una discussione chiarificatrice è poi sfociata nella violenza. E’ quanto emerso ieri durante l’udienza di convalida dell’arresto dei tre aggressori che venerdì scorso sono finiti in manette per lesioni personali aggravate e premeditate. Ieri erano presenti in aula.

L’avvocato Francesca Paradisi che assiste i tre arrestati esclude che l’intento dei tre fosse quello di aggredire fisicamente la vittima. Chi ha sferrato il colpo all’addome con una matita da muratore è il sessantenne compagno della donna, muratore della zona di Piagge. Insieme a lui c’erano il figlio di lei e un cittadino algerino, entrambi sulla trentina. "Chiederemo il riesame – commenta -. Non c’è stata premeditazione. L’intento dei miei assistiti era solo quello di chiedere chiarimenti".

Secondo la ricostruzione degli inquirenti il figlio della donna, il compagno e il terzo si sarebbero recati fino a Bellocchi per verificare l’eventuale presenza del giovane che, effettivamente rintracciato, hanno seguito poi fino al Fano Center dove si era recato per pranzare. Qui, proprio nel parcheggio adiacente alla zona ristoro del centro commerciale, hanno affrontato la vittima, prima aggredendola verbalmente poi colpendola a mani nude e solo in seguito con quel fendente all’addome. Prima dell’incontro, tuttavia, i tre sono passati a comprare una mazza da baseball e sul loro furgone, nella perquisizione fatta dagli agenti della polizia di Fano, c’era anche un coltello.

"La mazza da baseball – commenta l’avvocato Paradisi – l’avevano presa nell’ipotesi in cui si fossero trovati in una situazione di pericolo ma non l’hanno mai tirata fuori. La matita utilizzata, invece, il mio assistito ce l’aveva nella tasca dei pantaloni, insieme al metro".