Fano, 26 maggio 2018 - «Voglio che la gente sappia, per evitare che qualcun altro ci caschi come ho fatto io». Comincia così, Vincenzo Ceglia, contitolare (con Vito Turturiello) del notissimo e apprezzatissimo ristorante pizzeria Bella Napoli di Fano, per raccontare la ‘stangata’ subìta martedì scorso. Facendo una rapida botta di conti, ci ha rimesso circa 460 euro, volatilizzati in quella che lui, esplicitamente definisce una truffa, «architettata, devo riconoscerlo – ammette Ceglia – in maniera praticamente perfetta».

Ecco, dal suo stesso racconto, come ha funzionato il tutto. «Mi telefona una persona, una donna, mi dice di chiamarsi Vitali, e già qui cominciamo bene, anzi male, perchè io ho molti clienti fanesi che si chiamano Vitali, e qundi la prenotazione era credibilissima. Mi dice che prenota da me per la sera un tavolo per 10 persone, ma ha bisogno di una cortesia. Siccome vuole fare un regalo a suo padre, cui piace tanto il vino, vuole che gli sia dato un vino spagnolo particolare, che lei però non può comprare, e mi chiede se appunto posso comprarlo io, da una enoteca di Senigallia, di cui mi dà il numero, perchè l’enoteca a lei non lo vende, lo vende solo ai ristoranti. ‘Il vino – mi dice ancora la donna – poi lo pago con il conto, quando veniamo stasera al ristorante’».

«Quindi io – continua Ceglia – non ho fatto tanti controlli, avevo molto da fare per altre cose nel ristorante. Chiamo quel numero, mi risponde una persona che all’inizio mi fa un po’ di storie, mi dice che quello è un vino spagnolo che costa molto, che lui ha i magazzini a Milano, ma che per questa volta riesce a fare la consegna, lui me lo mette, mi dice, 75 euro a bottiglia, ma alla cliente, alla Vitali cioè, glielo posso mettere anche 125, il vino se lo merita». «Quindi, lunedì pomeriggio verso le 3 si presenta nel mio locale una persona, sui 25 anni, che mi porta quella cassa. Sei bottiglie, 480 euro. Io pago». «La sera non si presenta nessuno. A quel punto provo a chiamare i numeri che avevo. Quello della signora Vitali e quello dell’enoteca. Ma non risponde nessuno».

La frittata è fatta. Scusi Ceglia, ma lei come fa a sapere che quel vino spagnolo non vale i soldi che ha pagato? «Ho guardato on line», dice Ceglia. In effetti: il ‘Libertario Tempranillo’, annata 2016, «vino tinto, denominacion de origen», lo danno, al massimo, a 4 euro circa al massimo a bottiglia, ordinato on line. «Mi ha ingannato con questo fatto che il vino era spagnolo». Iin effetti, avviso a tutti i ristoratori: attenti alla signora Vitali.