Una fanese al premio Tenco. Elisa Ridolfi sugli scudi: ‘Miglior album opera prima’

Al prestigioso concorso musicale la cantautrice trionfa con "Curami l’anima" "Raccolgo quanto seminato in tanti anni". Partecipazione straordinaria di Finardi.

Una fanese al premio Tenco. Elisa Ridolfi sugli scudi: ’Miglior album opera prima’

Una fanese al premio Tenco. Elisa Ridolfi sugli scudi: ’Miglior album opera prima’

di Tiziana Petrelli

Un riconoscimento prestigioso che finalmente celebra una cantante della portata di Elisa Ridolfi, regalandole (dopo oltre 20 anni di carriera) il diritto di essere annoverata tra le eccellenze della canzone d’autore italiana. Un successo made in Fano che accende una nuova speranza per i talenti sommersi della musica nostrana, dimostrando che qualità e profondità artistica hanno ancora un valore in un mondo in cui non è così scontato. Sono state annunciate lunedì le opere vincitrici delle Targhe Tenco 2024 e la Ridolfi con il suo "Curami l’anima" si è aggiudicata quella come Migliore album opera prima.

Dopo un’intensa stagione d’impegno nella promozione del fado in Italia, la Ridolfi (46 anni lo scorso sabato, mamma ed educatrice di nido comunale) ha esordito come cantautrice nell’estate 2023, con un carico di vita e poesia che si scioglie magnificamente in una voce di grande fascino e personalità. Un album di rilucente bellezza e rara forza espressiva, con scritti di Jorge Fernando, Domenico Ferraro e Ezio Nannipieri, la direzione artistica di Tony Canto, un ensemble di grandi musicisti e la partecipazione straordinaria di Eugenio Finardi e Jaques Morelenbaum.

"Questo riconoscimento è un bello stare sul tempo - rivela Ridolfi -, perché artisticamente ormai quello che ho fatto ho fatto. Ho seminato e ora sto raccogliendo cose belle". Questo è infatti un album che è stato in gestazione per tantissimo tempo. "Perché io ormai faccio questo (la cantautrice, ndr) convogliandolo nella mia esistenza di lavoratrice e di madre - prosegue -. Diciamo che porto avanti tante vite insieme e ad ognuna dedico il suo tempo. Oggi invece c’è una grande fretta di fare le produzioni musicali, di avere il singolo dell’estate… ci sono però percorsi diversi, che sono lunghi una vita". Un traguardo che non si raggiunge, da soli. "Ho questa bellissima realtà che è ‘Squilibri editori’, una comunità cui appartengo e che mi appartiene, che riverbera come riverbero io. E questo è molto importante" sottolinea. Curami l’anima non è un titolo a caso né, tanto meno, a sproposito: c’è davvero qualcosa che risuona come benefico, lenitivo di pene e tormenti, una sorta di unguento sonoro che la Ridolfi ha sperimentato su di sé prima di farne dono agli altri.

"Quando partorisci un disco hai un contatto profondo con tutte le canzoni, ma ce n’è una che è manifesto dell’album. Qui è ‘Fili di Fado’ perché io vengo trascinata da questo canto (fado, fatum, destino) che è linea del mio destino. Questo brano racconta l’esperienza del mio canto in maniera fisiologica: ho un groviglio dentro che attraverso il canto tiro fuori, sento i fili che escono dalla bocca e così il groviglio trova pace. E’ una forma terapeutica per me".