Video hot nel telefono (foto d’archivio)
Video hot nel telefono (foto d’archivio)

Fano, 18 dicembre 2019 - Venne arrestato e rimase 7 mesi ai domiciliari. L’accusa: stalking, violenza sessuale, maltrattamenti, minacce e lesioni nei confronti della sua ex convivente, poco più che ventenne. La quale, dopo la denuncia contro il convivente dell’ottobre 2018, venne sistemata dalle autorità in una casa protetta da dove però aveva ripreso a mandare sms hard al suo ex ragazzo oltre a video autoprodotti. Lo invitava a tornare da lei, e non per parlare. Pochi giorni fa, l’imputato, un 23enne di Lucrezia di Cartoceto, è stato assolto con formula piena (giudizio abbreviato) dal giudice Giacomo Gasparini perché "il fatto non sussiste".

La difesa (avvocati Enrico Cipriani e Mauro Castagnino) aveva depositato in fase di indagini preliminari, due pacchi di messaggini espliciti e di video inviati dalla ragazza con whatsApp e su altre piattaforme social prima e dopo la denuncia per violenza sessuale contro il suo ragazzo in modo da dimostrare l’insussistenza della violenza e la consapevolezza della ragazza di voler consumare rapporti sessuali con l’ex. Per estrarre quel traffico telefonico dallo smartphone del giovane, la difesa ha incaricato un perito. Di fronte al tenore di questo materiale autoprodotto dalla ragazza denunciante, si è scoperto che gli inviti a vedersi venivano scritti anche dalla casa protetta dove la giovane viveva. Il giudice Gasparini ha dunque ritenuto che non ci fossero gli estremi per dichiarare la colpevolezza del ragazzo. Nel frattempo, la giovane ha ritirato le querele (erano due) ma il processo è proseguito d’ufficio. E’ arrivata anche una transazione tra le parti per le lesioni aggravate, con risarcimento del danno per qualche migliaio di euro.

Nel frattempo , alla procura della Repubblica non è piaciuta la consegna da parte della difesa al giudice delle indagini preliminari dei video e dei messaggini spediti dalla ragazza all’ex convivente. Così il 23enne di Lucrezia è finito nuovamente sotto indagine per violazione della privacy e per illecita interferenza nella vita privata della ragazza. Anche se i messaggini sono stati prelevati dal telefono del giovane. Il difensore dice: "E’ incredibile che si violi la privacy consegnando il proprio telefono"