foto d'archivio
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Fano, 15 agosto 2021 - Teneva segregata in casa la giovanissima compagna. E la picchiava se solo lei si azzardava a ribellarsi. Per non farla uscire, poi, aveva sigillato le finestre e manomesso la serratura del piccolo appartamento che condividevano in via Vittorio Veneto a Fano. Un nido d’amore che si è trasformato presto in una trappola infernale. Per questo è stato arrestato S. A., un 26enne marocchino.

A lanciare il primo allarme è stata una fanese che la notte del 3 agosto scorso, intorno alla mezzanotte, passeggiando con il proprio cane al guinzaglio nei pressi di quel condominio, ha sentito delle urla di donna provenire da un appartamento. Impressionata e allarmata da quelle grida disperate accompagnate da frasi che non poteva capire perché in un’altra lingua... ha chiamato immediatamente i carabinieri della Stazione di Fano che sono intervenuti sul posto. Ma quando sono arrivati, in quella via, regnava ormai il silenzio rotto dalla voce della donna col cane che gli raccontava l’accaduto.
Nonostante l’apparente stato di quiete e l’ora tarda, i militari hanno deciso di suonare comunque ai campanelli del condominio. "No, mi spiace. Non ho sentito nulla" hanno risposto tutti i residenti interpellati nel cuore della notte, compreso il 26enne che ora si trova rinchiuso nel carcere di Villa Fastiggi per un ordine di custodia cautelare emesso dal Gip di Pesaro sulla richiesta della Procura della Repubblica, perché ritenuto responsabile di "sequestro di persona" e "lesioni aggravate" nei confronti della propria convivente di 23 anni. A denunciarlo il giorno dopo, infatti, è stata proprio la ragazza che poche ore dopo che i carabinieri avevano suonato al campanello di casa sua, è riuscita a liberarsi e a scappare da una finestra.

Arrivata in strada ha subito chiesto aiuto, in un italiano stentato, ad una passante che l’ha soccorsa e a cui ha raccontato di essere stata picchiata e tenuta segregata in casa del compagno. Portata al pronto soccorso per curare le evidenti ferite, ai medici ha raccontato che il convivente l’aveva chiusa in camera da letto per tutta la notte, sottraendole il cellulare. E che ad ogni tentativo di uscire, lui l’aveva picchiata. E picchiata. E picchiata. Da qui partivano ulteriori indagini dei Carabinieri di Fano. Poche ore dopo il giovane magrebino è stato rintracciato in centro storico, identificato e denunciato (per la mancanza dei presupposti della flagranza di reato).
Uscita dal pronto soccorso, la giovane invece è stata condotta in una località protetta. Nei giorni seguenti la magistratura di Pesaro, dopo aver ricevuto ulteriori elementi di prova, ha emesso la misura cautelare in carcere in attesa del giudizio. Ieri pomeriggio i carabinieri di Fano sono andati a prenderlo a casa. Quando alla 23enne è stato comunicato l’arresto del compagno, è scoppiata in un pianto liberatorio.