Fano, 11 settembre 2018 - La barca che parteciperà alla prossima America’s Cup si chiamerà Columbus 2021 e verrà costruita a Fano, nel cantiere Adria Seal di Maurizio Testuzza. La base finanziaria di partenza del consorzio sfidante – che ha sede a Imperia – è intorno ai 50 milioni di euro ma è possibile che per l’inizio della gare, che si svolgeranno sul mare di Auckland in Nuova Zelanda, si possa arrivare e superare i 100. E’ questa la quinta imbarcazione che partecipa alla più mportante gara di vela del mondo che viene costruita nelle Marche. Dopo Azzurra e Azzurra 1, la prima varata a Pesaro e la seconda a Venezia, vennero poi costruite anche Italia 2, a Fano, e il Moro di Venezia per la famiglia Gardini. Una grande tradizione che torna a distanza di 35 anni dal primo varo. L’altra barca che partecipa alla Coppa America è Luna Rossa.

NASCE TUTTO allo Yacht Club di Imperia e ci sono, come finanziatori, grandi nomi dell’industria nazionale e non solo. Perché tra i consorziati per questa sfida c’è anche lo studio di avvocati KEL-Gates, americano. E cioè un consorzio fondato dal padre di Bill Gates, dice Maurizio Testuzza, architetto navale ormai fanese a tutti gli effetti. Perché Testuzza è il titolare dell’Adria Sail un cantiere specializzato nella costruzione di barche a vela per milionari. Il top del settore.

Nel caso suo la storia circolare funziona.

«Se intende dire che non sono alla prima Coppa America, è vero. Perché io sono stato progettista di un’altra imbarcazione che ha partecipato a questa competizione che è la più importante del mondo, con Italia 2 che venne varata proprio a Fano. E poi anche con il Moro di Venezia, della famiglia Gardini».

Fano torna al centro di un mondo molto particolare, come quello della Formula 1, quindi ricerca e altissime tecnologie. Cosa succede dentro la stabilimento di Adria Sail?

«Come accade in questi casi, l’area dove verrà costruita la barca verrà delimitata ed anche sorvegliata per ragioni legate allo spionaggio industriale. Perché in questo settore le informazioni più importanti riguardano soprattutto quello che fanno gli altri team che parteciperanno alla coppa America».

Inizio del lavoro?

«Diciamo che partenza del corconsozio è stata ufficializzata sabato ad Imperia. Giovedì, e cioè fra due giorni, ci sarà la prima riunione operativa».

E quando si inizia a lavorare?

«Praticamente da subito perché per la primavera del prossimo anno uscirà la prima barca per le prove in mare».

Dove si farà?

«Molto probabilmente ad Imperia. Verrà caricata su un camion, coperta con i teli e trasportata in Liguria. Questo è così per il momento, ma non è detto che alcune prove non possano essere fatte davanti al Conero».

Le tecnologie da dove arrivano?

«Queste è ancora da stabilire, ma diciamo che i migliori centri di ricerca sono in due università, a Torino e Milano. Hanno anche a disposizione grandi mezzi».

Cosa vuol dire far tornare la costruzione di una barca per la Coppa America nelle Marche, dopo Azzurra e gli altri precedenti...

«E’ una cosa molto importante per il territorio e per l’immagine di tutta la cantieristica, non solo fanese, ma regionale. Un ritorno a distanza di 33 anni che spero le amministrazioni locali capiscano e sfruttino».

Italia 2 dov’è in questo momento?

«E’ in possesso di un noto industriale marchigiano. Spero che, a questo punto, venga invitato a portarla a Fano».

Lei col cantiere è già pronto?

«In realtà sono pieno di lavoro tanto che sto cercano un altro capannone. Comunque non ci sono problemi».

Per chi non conosce il settore verso che barca si va?

«Uno scafo senza chiglia, in grado di viaggiare a trenta nodi controvento e a 50 nodi col vento a favore».

Cosa vuol dire partecipare all’America’s Cup?

«Per americani, inglesi, australiani e per la Nuova Zelanda è come partecipare alle finali dei campionati mondiali di calcio. Per noi quasi».