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L'appello dei sindacati: "Sostenete i lavoratori dell'Auchan"

Filcam Fisascart e Uiltucs hanno indetto uno sciopero nazionale contro la procedura di licenziamento collettivo avviata dalla multinazionale. Anche a Fano si incrociano le braccia sabato 9 maggio con un presidio davanti all'ipermercato di Bellocchi

di ti.pe.
Ultimo aggiornamento il 6 maggio 2015 alle 20:32
Auchan (Foto StudioSally)

Fano (Pesaro e Urbino), 6 maggio 2015 - "Chiediamo a tutta la cittadinanza di farsi partecipe della nostra battaglia e di unirsi a noi sabato prossimo 9 maggio per lo sciopero nazionale, a salvaguardia dei posti di lavoro e contro le logiche di una multinazionale che dopo essersi nutrita del territorio vuole scaricare i suoi addetti non per un reale esubero ma con una logica meramente speculativa e strumentale". Così i sindacalisti fanesi Barbara Lucchi, Domenico Montillo e Fabrizio Bontà rispettivamente di Filcam-Cgil, Fisascart-Cisl e Uiltucs a tre giorni dallo sciopero nazionale che vede coinvolti i lavoratori degli ipermercati Auchan.

"La proclamazione dello sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori degli ipermercati Auchan - scrivono unitariamente le segreterie dei sindacati - è l'epilogo naturale delle azioni che Auchan stessa ha esercitato nelle ultime settimane; dapprima con il grave atto unilaterale compiuto dall'azienda con il recesso dal contratto integrativo aziendale e da tutti gli accordi ad esso collegati e da ultimo con l'apertura di una procedura di licenziamento collettivo che sull'intero perimetro aziendale coinvolge quasi 1500 lavoratrici e lavoratori, e nel nostro territorio, nell'ipermercato di Fano potrebbe riguardare 16 famiglie". 

Le organizzazioni sindacali Filcams Fisascat e Uiltucs pur avendo sempre ribadito la disponibilità ad affrontare "la situazione di difficoltà in cui versa l'azienda a causa, in parte, della generale situazione di crisi che attraversa il Paese, e che tuttavia, per quanto attiene il punto vendita di Fano, non corrisponde alla pesantezza degli strumenti messi in campo, alla luce e in risposta agli atti unilaterali compiuti dall'azienda come ritorsione rispetto al rifiuto da parte delle organizzazioni sindacali di accettare passivamente le condizioni, di non rispetto degli interessi e dei diritti dei lavoratori, da essa poste in occasione degli incontri svoltisi nei mesi passati (comuni a tutti i territori)", hanno proclamato con comunicato nazionale del 21 aprile 2015 lo stato d'agitazione e lo sciopero nazionale per l'intera giornata di sabato 9 maggio 2015.

"Crediamo, per ciò che ci riguarda da vicino - proseguono Lucchi, Montillo e Bontà -, che l'ipermercato di Fano, il quale fino ad ora non ha utilizzato alcun ammortizzatore sociale, a dimostrazione di una sostanziale tenuta dell'attività, complice la posizione strategica, la professionalità e disponibilità delle maestranze e una clientela fidelizzata, debba tanto, in termini di accoglienza, di fatturato e di crescita al territorio e a tutta la città di Fano; crediamo altresì che sia profondamente ingiusto, dopo anni di profitto, alla prima difficoltà, scaricare sui lavoratori, sulle loro famiglie e sulla città l'onere della crisi con la possibile espulsione di 16 tra lavoratrici e lavoratori".  

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