La piazza Kennedy di Marotta, che segna il confine fra i comuni di Mondolfo e
La piazza Kennedy di Marotta, che segna il confine fra i comuni di Mondolfo e

Marotta (Pesaro Urbino), 12 gennaio 2018 - Marotta rimane con Mondolfo. Nuova battuta d’arresto per l’Amministrazione fanese e per Fano Unita che sperano ancora di recuperare quella porzione di territorio. Sarà dunque la Corte Costituzionale, e non il Consiglio di Stato a doversi esprimere sulla legittimità o meno del referendum del 2016 che ha portato al passaggio di Marotta, da Fano a Mondolfo.


La Corte Costituzionale ha, infatti, dichiarato inammissibile «la questione di legittimità della legge regionale (in base alla quale si è svolto il referendum) sollevata dal Consiglio di Stato».
Consiglio di Stato a cui si era rivolto il Comune di Fano e contro cui aveva agito la Regione per conflitto di interessi. «Quanto sollevato dal Comune di Fano non è stato respinto in quanto infondato - fanno sapere dall’Amministrazione comunale - ma è stato dichiarato inammissibile per un eccesso di potere del Consiglio di Stato e dunque per un mero problema di competenza a giudicare. Questione formale e non sostanziale».

La Corte Costituzionale, infatti, scrive che «non spetta allo Stato, e per lui al Consiglio di Stato, dopo l’entrata in vigore della legge regionale, annullare gli atti del procedimento referendario».
«Sarebbe interessante - commenta Luca Serfilippi, ex assessore della giunta Aguzzi che presentò ricorso al Tar - capire le ragioni per cui il Comune ha deciso di chiedere il parere del Consiglio di Stato e se pensa di continuare a perorare la causa o se, a questo punto, pensa sia meglio lasciare perdere. La nostra giunta aveva investito milioni di euro per realizzare la nuova scuola di Marotta, la farmacia comunale e per potenziare il depuratore di Ponte Sasso sempre a servizio di Marotta. Il Comune di Mondolfo che non sarebbe mai riuscito a realizzare questi investimenti, ora si ritrova con un bel regalo».