Il comitato di ‘Marotta Unita’
Il comitato di ‘Marotta Unita’

Marotta (Pesaro Urbino), 19 settembre 2015 - E’ calato il sipario sulla questione Marotta unita. Il Tar Marche ieri ha pubblicato la sentenza sul ricorso congiunto che era stato presentato dal Comune di Fano e dal Comitato Cittadino Mondolfese in merito alla Legge Regionale n. 15 del 23 giugno 2014 relativa al ‘distacco della frazione di Marotta dal Comune di Fano ed incorporazione nel Comune di Mondolfo, con mutamento delle rispettive circoscrizioni’.

Un ricorso che contestava le modalità di indizione del referendum tenutosi il 9 marzo 2014 (terminato con la vittoria dei favorevoli all’accorpamento amministrativo della Berlino dell’Adriatico) e che se fosse stato accolto avrebbe reso necessario il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legittimità o meno della consultazione referendaria, con la conseguenza che qualora tale giudizio fosse stato negativo si sarebbe dovuti tornare all’assetto ‘geografico’ precedente all’unificazione.

Il Tribunale Amministrativo, però, con la sentenza di ieri ha respinto il ricorso, ritenendolo «infondato» e, di fatto, mettendo la parola ‘fine’ sulla vicenda: il confine tra Mondolfo e Fano è quello entrato in vigore il 18 luglio dell’anno scorso (15 giorni dopo la pubblicazione della Legge 15, avvenuta il 3 luglio) e non si torna più indietro.

«La decisione assunta in maniera netta dal Tar – commenta l’avvocato Francesco Galanti del comitato ‘Pro Marotta Unita’, che presentò la proposta di legge per l’accorpamento amministrativo – sancisce la piena legittimità del procedimento seguito dalla Regione su impulso del nostro comitato. Siamo molto contenti, perché questa sentenza rappresenta il coronamento di una storia e di una esigenza di unità marottese che si protraeva da più di 50 anni». Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del comitato, Gabriele Vitali: «Adesso, finalmente, nulla potrà più ostacolare una programmazione unitaria di Marotta e a breve ci attendiamo anche la decisione della giunta regionale sulla proprietà degli edifici ubicati nel territorio ex fanese contesi dai due comuni, vale a dire la ex scuola elementare di via Damiano Chiesa e la ex sala della circoscrizione comunale di via Ferrari».