Claudio Cicoli, direttore della struttura di Ostetricia del Santa Croce di Fano
Claudio Cicoli, direttore della struttura di Ostetricia del Santa Croce di Fano

Fano (Pesaro e Urbino), 27 aprile 2016 - «Tanto rumore per nulla: i numeri dimostrano che abortire a Fano non è affatto un’impresa. Tutte le richieste vengono esaudite, nel rispetto della legge 194 in tutti i suoi punti». Claudio Cicoli, direttore della struttura di Ostetricia del Santa Croce, interviene sull’interruzione di gravidanza di cui si discuterà nelle sedute di oggi e domani del Consiglio comunale.

La consigliera di Sinistra Unita Carla Luzi ha, infatti, presentato una mozione sulla riorganizzazione dell’interruzione della gravidanza medica in Area Vasta 1, fornendo alcuni dati sugli obiettori di coscienza (medici, anestesisti e paramedici) nelle Marche «al di sopra della media italiana». E aggiungendo che al Santa Croce sono obiettori «il 92,3% dei paramedici e il 71,4% dei medici».

Ma il dottor Cicoli fa sapere che «le donne possono esercitare il loro diritto, nel rispetto di quanto sancito dalla legge 194, senza attese o pellegrinaggi».

«E’ vero – dice Cicoli – che nella struttura di Ostetricia di Fano ci sono medici obiettori, ma è altrettanto vero che ciò non impedisce a una donna di sottoporsi all’intervento di interruzione al Santa Croce. Intervento, per inciso, garantito proprio dai medici e dagli anestesisti di Fano. Non ci sono attese o pellegrinaggi. Garantiamo addirittura gli interventi di interruzione con carattere di urgenza e rispondiamo a tutte le richieste, senza se e senza ma. Questa polemica rischia di generare solo confusione, minando la fiducia delle donne verso la nostra struttura».

Per questo Cicoli conclude: «Voglio rassicurare: il diritto della donna è garantito nel rispetto della legge. Abbiamo addirittura avuto elogi da parte delle associazioni che si occupano della tematica, proprio per l’attenzione che diamo a questo tema, accompagnando la donna in questo percorso».

L’obiettivo della mozione di Luzi è quello di richiamare l’attenzione del presidente della Regione Luca Ceriscioli «sulle nuove metodologie di interruzione volontaria della gravidanza, meno invasive e altrettanto sicure, individuando protocolli organizzativi tali da consentire alle donne il ricorso all’Ivg medica».

an. mar.