Marotta (Pesaro Urbino), 5 maggio 2018 - Spalti pieni come mai era successo durante la stagione, telecamere di Canale 5 e di numerose altre emittenti puntate sulla sua porta, il maestro del giornalismo sportivo Italo Cucci a bordo campo, e poi, ancora, la partecipazione del sindaco Nicola Barbieri, del presidente provinciale della Figc Pasquale Mormile e quella di molte altre personalità del mondo del pallone e non solo (FOTO).

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Ha suscitato un interesse e un entusiasmo incedibili il debutto con la maglia della Marottese, in terza categoria, di Lamberto Boranga, 75 anni, medico ed ex portiere di serie A (dove esordì nel gennaio ’67 in una partita contro l’Atalanta in cui dovette sostituire ad inizio ripresa un certo Albertosi). 

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"Un raffronto fra quell'esordio e quello di oggi contro il Villa Ceccolini? Tutti e due importantissimi. Devo dire però che ora ho più responsabilità - ha detto Boranga durante le operazioni di riscaldamento -. La gente di Marotta, di questa bella località dove venivo al mare da ragazzino, deve sapere che io mi sento in tutto e per tutto uno di loro e che darò il massimo per la squadra".

Una promessa mantenuta in partita, con tre belle parate tra la mezz’ora e il 57’ (scandite dagli applausi fragorosi del pubblico di casa) e persino un’ammonizione, rimediata al minuto 55, quando in occasione del gol del Villa Ceccolini ha avuto un piccolo botta e risposta con un avversario. E siccome Boranga non è uno che si risparmia, poco dopo, al 72’, è stato costretto a lasciare il terreno di gioco al compagno Omar Sambou perché in uno scatto per andare a chiudere su un avversario lanciato a rete ha sentito una fitta alla coscia, sintomo di un lieve, probabile, stiramento.

Accanto a lui, prima del match, il noto preparatore di portieri Marco Bonaiuti, fratello di Adriano Bonaiuti in servizio all’Inter e primo responsabile della forma di Handanovic. “Io con Marco mi alleno come Handa – ha detto sorridendo Lamberto Boranga – e sono altrettanto carico. Poi, dopo la partita, si è lasciato andare ad un giudizio sulla sua prestazione: “Mi do un 6. Non è facile quando non si conoscono bene i compagni di reparto e poi sul loro gol sarei dovuto uscire. Per fortuna eravamo in vantaggio per 2 a 0 e poi la squadra ne ha fatto un altro”. 

Insomma, aveva detto che approdava a Marotta per vincere e lo ha dimostrato in pieno. Sintomatico, al riguardo, il commento di uno spettatore: “In un mondo in cui a 20 anni sono quasi tutti stanchi e annoiati, questo è davvero un esempio importante”. Parole che fanno il paio con quelle di Italo Cucci:  “Lamberto è un fenomeno della natura ed è un uomo straordinario; per altro, uno dei primi calciatori a laurearsi durante l’attività agonistica”.

“Siamo felici che quest’atleta che ha calcato palcoscenici prestigiosi faccia parte del nostro gruppo” ha detto da parte sua il presidente della Marottese, Mario Archilei, mentre il sindaco Nicola Barbieri ha aggiunto: “Vedere così tanta gente allo stadio è fantastico. Per Marotta è un’occasione di visibilità a livello nazionale importante”. Miracolo di un 75enne con lo spirito e la reattività fisica di un giovanotto. Per la cronaca, la partita è terminata 3 a 1 per la Marottese.