Giorgio Montanini, interpreta Claudio nel film di Castellitto premiato a Venezia
Giorgio Montanini, interpreta Claudio nel film di Castellitto premiato a Venezia

Fermo, 22 ottobre 2020 - Non capita tutti i giorni essere definiti ‘il più grande artista del mondo’. Giorgio Montanini lo è, perlomeno a detta del regista romano Pietro Castellitto premiato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia per la migliore sceneggiatura sezione Orizzonti per ’I Predatori’ il film in uscita nelle sale oggi di cui il comico e attore fermano è protagonista.
 

Montanini, il personaggio nel film?
"Claudio, patriarca di una famiglia proletaria fascista di Ostia. Pietro mi ha voluto a tutti i costi per quella che definirei la classica commedia italiana anni ’70. A inizio riprese ho litigato con il truccatore e avuto tre insolazioni: abituato a essere padrone assoluto del mio spettacolo ho capito che sul set vige una disciplina militare in cui ogni step ha il suo tempo. La casa di produzione Fandango, inizialmente preoccupata, alla fine mi ha ringraziato per la disponibilità".
Dalle sagre di paese al red carpet di Venezia.
"Non mi sono mai posto limiti ma obiettivi. Con umiltà e coerenza ho cercato il consenso del pubblico attraverso la costanza artistica, senza piegare la mia natura. Avrei potuto lavorare tutta la vita nei locali da 50 posti e invece club più grandi, televisione, importanti teatri italiani . Volevo prendermi l’Italia: fatto ".
La stand up comedy, programmi televisivi come Nemico Pubblico, Ballarò, Nemo ora il cinema: cosa si prova a essere arrivati?
"E’ giusto così: non mi risparmio mai quando lavoro. Ho pagato sulla pelle il mio modo di fare arte, ovvero sbarazzarsi dei tabù con una satira feroce. L’arte è guerra: il vecchio e il nuovo non vanno d’accordo. Non ammetto il ’politically correct’: per scardinare il sistema bisogna buttare giù il leader. Come è stato quando sono arrivati i Beatles e Nilla Pizzi ha dovuto appendere il microfono al chiodo; così sarà anche per me con chi arriverà dopo".
Nel film il regista pone una domanda: ’Può il futuro far paura più della morte’?
"E’ l’incertezza a far paura. Penso si debba separare il lavoro dalla vita privata. Io sono rimasto lo stesso di 25 anni fa, con gli amici di sempre: se avessi raggiunto questa fama allora, avrei preso tanti ‘frontali’. E’successo a Britney Spears, da cui il nome del mio ultimo spettacolo: si è rimessa in gioco dopo, almeno, un paio di cadute".
Si può obbedire alla felicità?
"Non esiste la felicità assoluta. Si può essere felici per qualche attimo. A pensarci, troveremmo cinquecento motivi per non esserlo. Chi è sempre felice è stupido. L’uomo è nato per vivere emozioni positive o negative".
Il rapporto con Fermo?
"Sei stagioni consecutive al ‘Brancaccio’ di Roma; una al Teatro dell’Aquila: sarà per essere arrivato dove qualcuno dell’amministrazione, come l’ex assessore alla Cultura, o qualche concittadino avrebbe voluto?".
Una carriera importante, la famiglia: che voto si dà Giorgio Montanini?
"Le persone non hanno voti. La ‘corsa’ è con se stessi: non è detto che fare un passo valga meno di farne cento. Nello spettacolo potrei darmi 9. Per il resto: 10 alla mia compagna Michela, che sa coniugare la sua professione di medico con la mia, la lode a nostra figlia Agnese perchè mi rende la vita piena".