Un corteo contro  la violenza  sulle donne
Un corteo contro la violenza sulle donne

Fermo, 12 luglio 2018 - Lei impossibilitata a fuggire da quella casa-prigione diventata il luogo degli orrori, le altre due spaventate dalle minacce: tutte e tre chiuse in loro stesse con il terrore di proferire parola di quelle violenze subite dal padre, l’una, e dal genitore di quella sua amica, le altre. Tre angoscianti esperienze e terribili sensazioni accomunate dallo stesso aguzzino e dalla stessa tenera età: 13 anni.

Tutta la brutalità dei fatti è emersa ieri davanti al Collegio penale del tribunale di Fermo, dove ha preso il via il processo a un 45enne di Porto San Giorgio. L’uomo, difeso dall’avvocato Arnaldo Salvatori, è stato a chiamato a rispondere della pesante accusa di violenza sessuale sulla figlia e su due sue amiche, tutte all’epoca dei fatti minorenni. Una vicenda delicata i cui contorni dovranno essere definiti nel corso del processo che si è aperto.

Durante l’udienza che è stata celebrata a porte chiuse, vista la drammaticità dei fatti, sono state ascoltate in audizione protetta le vittime e le loro mamme, che hanno confermato il castello accusatorio del pubblico ministero Francesca Perlini. Sono stati momenti difficili e pieni di tensione, soprattutto quando le ragazzine hanno ripercorso in aula gli abusi subìti. Tutto inizia alla fine del 2014 quando l’uomo, da padre, diventa padrone. Padrone del corpo di una 13enne che viene violata nell’intimità sessuale e della sua anima.

Sono violenze pesanti che lei tiene dentro, fino a quando, distrutta ed esasperata, decide di raccontare tutto. L’indagine finisce subito in mano della polizia giudiziaria sezione persone deboli: è troppo inquietante per essere affrontata a cuor leggero.

La ragazzina viene sentita anche con l’ausilio di una psicologa specializzata e conferma la sua agghiacciante esperienza delle violenze sessuali subite dal padre e di quegli orrendi giorni vissuti in quella casa divenuta per lei un inferno.

A quel punto succede qualcosa e anche una coetanea della 13enne trova il coraggio di parlare e racconta di aver vissuto lo stesso incubo nella stessa casa. Un incubo che si era materializzato il giorno del compleanno della sua amica del cuore, quando era andata in bagno ed era stata raggiunta dal 45enne, che aveva abusato sessualmente di lei, per poi intimarle di non raccontare nulla, aggiungendo una lunga lista di minacce nel caso avesse parlato.

La ragazzina terrorizzata dopo quanto accaduto, non fa parola di quanto ha vissuto, ma trova il coraggio di raccontare tutto e di confidarsi, quando la sua amica del cuore confessa di aver subito lo stesso tipo di violenza dalla stessa persona: il padre. Ma la scia di violenze non finisce qui e spunta anche la testimonianza di una terza ragazzina. Anche lei sarebbe stata vittima delle violenze da parte dell’uomo.

Nel corso del processo le famiglie delle tre vittime, rappresentate dagli avvocati Igor Giostra e Laura Dumi, si sono costituite parte civile. Al termine dell’udienza i giudici hanno aggiornato il processo a gennaio quando saranno sentiti altri testimoni per cercare di fare piena luce sulla terribile vicenda che ha coinvolto tre ragazzine minorenni.