I richiedenti asilo nel Fermano sono centinaia, vengono collocati nelle strutture d’accoglienza, ma non mancano gli irregolari
I richiedenti asilo nel Fermano sono centinaia, vengono collocati nelle strutture d’accoglienza, ma non mancano gli irregolari

Fermo, 14 luglio 2018 - Dopo il trattamento sanitario obbligatorio, il carcere. Ha deciso così il giudice Giuseppe Molfese, riguardo al nigeriano di 34 anni che giovedì pomeriggio ha aggredito due carabinieri, facendone finire uno in ospedale. Ieri, si sarebbe dovuto svolgere il processo per direttissima, ma il legale dell’extracomunitario, l’avvocato Paola Beleggia, ha chiesto di aggiornare l’udienza per avere la possibilità di valutare eventuali riti alternativi. Il giudice ha accolto la richiesta, ma ha convalidato l’arresto, emettendo per l’imputato una misura cautelare in carcere per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate.

Alessandro Ciarriocchi, legale di Gianluca Giaccio, il carabiniere di 46 anni rimasto ferito durante il controllo, ha annunciato che il suo assistito si costituirà parte civile: «Vogliamo essere parte in causa del processo, anche se sotto l’aspetto del risarcimento dei danni la costituzione di parte civile sarà fine a se stessa, visto che l’imputato risulta nullafacente e senza possedimenti. Il nigeriano vive in un appartamento a Fermo, ma non ha saputo spiegare come riesce a pagare l’affitto. Anche per questo, il giudice ha rigettato i domiciliari richiesti dal suo legale». Ciarrocchi parla poi delle condizioni di salute del suo assistito: «Lui personalmente, come impone il regolamento dell’Arma, non può rilasciare dichiarazioni. Ieri è stato dimesso, nonostante le lesioni riportate, trascorrerà la convalescenza a casa. E’ scosso e dolorante, domani dovrà tornare in ospedale per altri accertamenti».

L’aggressione si è consumata l’altro ieri in via Tirassegno. Erano circa le 14 quando alcuni residenti hanno segnalato al 112 che uno straniero, in forte stato di agitazione, stava infastidendo alcuni passanti. I carabinieri sono subito intervenuti sul posto, ma quando hanno avvicinato il nigeriano, di tutta risposta si sono visti prendere a pugni e calci. C’è voluto l’arrivo di altre due pattuglie e sei uomini per immobilizzare il 34enne. Dopo l’identificazione, per il nigeriano è stato disposto il trattamento sanitario obbligatorio e il ricovero al «Murri». L’extracomunitario è risultato avere un alto tasso alcolemico nel sangue, mentre sono ancora in corso gli esami per stabilire se avesse assunto sostanze stupefacenti. L’uomo vive a Fermo, nonostante la sua richiesta di asilo politico sia stata respinta anche in appello, perché non in possesso dei requisiti di rifugiato.