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17 mag 2022

"Astensione dei magistrati pretestuosa e fuorviante"

Il presidente della Camera penale Andrea Albanesi: "Sul tema pagelle non vediamo il motivo di temere un giudizio complessivo"

17 mag 2022
Il presidente della Camera penale Andrea Albanesi
Il presidente della Camera penale Andrea Albanesi
Il presidente della Camera penale Andrea Albanesi
Il presidente della Camera penale Andrea Albanesi
Il presidente della Camera penale Andrea Albanesi
Il presidente della Camera penale Andrea Albanesi

La Camera penale ha indetto ieri un’assemblea del Consiglio direttivo per discutere dello sciopero dei magistrati. Abbiamo sentito il parere del presidente Andrea Albanesi.

Avvocato Albanesi, la Camera Penale cosa pensa di questa astensione?

"Non si nega il diritto alla protesta, sancito da una legge dello Stato. Tuttavia ci appare pretestuosa e fuorviante, poiché forse nasconde il vero motivo di tanta irritazione".

Sul tema delle pagelle, ad esempio?

"Sul tema delle pagelle, non vediamo il motivo da parte dei magistrati soggetti a valutazione, di temere il giudizio complessivo dei propri stessi colleghi. Riteniamo sia giunto il momento che, per l’avanzamento della carriera, tutti i magistrati siano valutati attraverso i loro meriti, ovvero la capacità, la laboriosità, la diligenza e l’impegno, e che questi criteri siano soggetti a graduazione. Oggi la valutazione avviene essenzialmente per assenza di demerito, ovverossia tutti avanzano in carriera in maniera identica, tranne chi, in pratica, è incapace di permanere nei ranghi della magistratura. A nostro avviso, quello che disturba l’Anm è che la politica, dunque il parlamento e i cittadini, vogliano introdurre un concetto di meritocrazia"

Sulle separazioni delle funzioni, e le cosiddette porte girevoli qual è la posizione dei penalisti?

"Le separazioni delle funzioni sono un pannicello tiepido. La migrazione di un magistrato dalla funzione di giudicante a quella di pm inquirente, o viceversa, è un fenomeno davvero limitato. Ma il nocciolo è altro: la paura che questa riforma sia l’inizio di un percorso che porti alla separazione delle carriere. Chi giudica e chi accusa non può e non deve appartenere al medesimo organismo, arrivare dal medesimo concorso, essere sottoposti alle medesime valutazioni, essere colleghi. Per comprendersi con un esempio: l’arbitro di un incontro di calcio non deve provenire dal "vivaio" di una delle due squadre. Il problema delle "porte girevoli" è altrettanto limitato e riguarda solo l’esiguo numero di magistrati che vogliano rientrare in magistratura dopo aver ricoperto incarichi politici. Ma mi preme sottolineare una stortura unica nel panorama delle democrazie mondiali: oltre 200 magistrati facenti parte del potere giudiziario impiegati in uffici della pubblica amministrazione. Questo esercito di magistrati, lavora con doppio stipendio spesso nei ministeri negli uffici legislativi, lasciando sguarniti gli uffici di provenienza".

Secondo lei come è andata questa astensione a Fermo?

"Appare rispettata la media nazionale che si aggira intorno al 50%. Questo dato evidenzia una notevole spaccatura nella magistratura. Tutti gli operatori di diritto, magistrati, avvocati, inclusa l’accademia, devono essere pronti a tavoli di concertazione con la politica. Ma soprattutto è ora che l’esigenza di una giustizia celere ed efficace avvertita dalla popolazione conduca ad una riforma soprattutto organica quindi completa, ponderata ed efficace".

Fabio Castori

© Riproduzione riservata

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