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1 apr 2022

"Basta super Green pass in classe"

Un gruppo di docenti scrive al ministro Bianchi: "Possiamo andare a cena con i nostri studenti ma non fare lezione"

Il Green pass rafforzato viene superato in tanti ambiti, non è così per la scuola
Il Green pass rafforzato viene superato in tanti ambiti, non è così per la scuola
Il Green pass rafforzato viene superato in tanti ambiti, non è così per la scuola

È finita l’emergenza Covid, almeno per quanto riguarda le norme che lo regolano (ieri si sono registrati 4 decessi nel Fermano), oggi comincia un tempo nuovo, con meno ansia, con la giusta attenzione e sperando nella bella stagione. Se il Green pass rafforzato viene superato in tanti ambiti, non è così per la categoria degli insegnanti che tornano sì a scuola ma non si sa bene con quali mansioni visto che il decreto prevede che non possano stare a contatto con gli studenti. Una situazione del tutto surreale secondo alcuni insegnanti che hanno scritto una lettera al Ministro Bianchi, come spiega Luisa Vitturini, insegnante fermana: "Parlo per conto di tanti colleghi che hanno concluso il ciclo vaccinale ma anche e soprattutto di quelli che per un motivo o per l’altro non hanno i tre vaccini, sono guariti dal virus o hanno il Green pass scaduto e che oggi si ritrovano di nuovo a scuola, ma come un peso morto, senza la possibilità di entrare in classe. A noi oggi è consentito di organizzare magari una cena coi nostri studenti, senza mascherina, ma non possiamo stare in classe, distanziati, con la mascherina e magari con un tampone ogni 48 ore come faccio io. Non è assurdo tutto questo?". Nella lettera scrivono i docenti: "Ci siamo sentiti taccare di antipatriottismo, noi che abbiamo sempre lottato per educare il futuro, i giovani di questo povero paese martoriato economicamente e socialmente. A noi che siamo costretti a seguire corsi a pagamento, specializzazioni e formazione sempre macinando soldi, solo per poter lavorare, noi che dobbiamo stare gli uni contro gli altri perché chi più ha da spendere più può lavorare. Come si può parlare di etica in un paese che tiene i ricercatori universitari al lavoro per 14 ore con paghe da fame? Questo Governo non riesce più ad addurre motivazioni sanitarie e allora si riempie la bocca di parole come diseducativo, immorale, antipatriottico, noi non diciamo nulla. Pretendiamo e rivendichiamo la nostra posizione di docenti guadagnata in anni di onorato servizio. Abbiamo sempre avuto a cuore la salute psichica, fisica e morale dei nostri alunni e dei concittadini, molti di noi sono stati in prima linea in caso di emergenze, come volontari. In questo caso chiediamo solo di poterci autodeterminare, senza mettere a rischio nessuno. Invitiamo intanto il Ministro ai banchetti conviviali che da oggi si possono fare, con i nostri alunni, tutti insieme al ristorante senza mascherina. Questo oggi si può fare, vero?".

Angelica Malvatani

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