Fermo, 10 aprile 2018 - Carlo Urbani era un medico semplice che è stato disposto a lasciare la famiglia per essere vicino alle popolazioni in difficoltà. Leonardo lo ha capito bene, lui che è ancora in seconda media, sono i semi che restano nel cuore dei ragazzi che hanno partecipato al premio giornalistico per le scuole proprio intitolato al medico marchigiano, morto per le conseguenze della Sars mentre cercava di curare le popolazioni in Vietnam. Un premio nato per le scuole superiori di Porto Sant’Elpidio e nato proprio all’istituto alberghiero che di Urbani porta il nome, oggi diventato provinciale con il coinvolgimento delle scuole secondarie di primo grado di tutto il territorio.

Ieri al teatro dell’Aquila la cerimonia di premiazione dei migliori lavori proposti sul palco con i giornalisti Raffaele Vitali e Vincenzo Varagona, l’orchestra delle scuole del fermano, con 98 elementi guidati di Paolo Strappa. «La parola chiave era amicizia – ha sottolineato Varagona –. Ha lasciato tutto perché si sentiva amico di qualcuno che non conosceva». E proprio di amicizia ha parlato l’assessore alla Cultura, Francesco Trasatti, che insieme con la presidente della Provincia, Moira Canigola, ha aperto la manifestazione, per dire che la figura di Urbani è quella di un vero rivoluzionario, capace di fare del bene in semplicità.

Il vescovo, Rocco Pennacchio, ha detto: «Con un amico è come se fossi a casa tua, ti senti accolto. L’amicizia è qualcosa che ha anche il coraggio di dire no, di darsi torto. È meglio amare con severità che ingannare con dolcezza, un’amicizia come quella di Urbani è riuscita a dare la vita a tutti gli altri. I santi e i grandi della storia ci dimostrano che l’amore vero e l’amicizia vera non si chiude ma è tale perché di allarga. Intenso il momento in cui l’orchestra ha eseguito la musica appositamente scritta da Andrea Strappa, con le voci di Ludovica Santini e Michelangelo Ciferri.

Mauro Ragaini ha ricordato Urbani, la sua generosità, il suo essere medico fino in fondo: «La paura per la diversità e per quelli che vengono da lontano, questi luoghi comuni e pregiudizi erano lontani anni luce dai sogni e dalle speranze e dalla visione del mondo e della vita che Carlo aveva. Carlo è stato un uomo generoso ma anche straordinariamente normale, è andato con la sua famiglia, erano con lui la moglie e i figli in Vietnam quando ha incontrato la Sars, in quella occasione non ha pensato solo ai suoi, ha rimandato la famiglia in Italia e ha fatto il medico, riuscendo ad evitare che la Sars diventasse una pandemia. Il suo è un esempio possibile ma faticoso, ci invita tutti i giorni a fare del nostro meglio. Avrebbe amato la cerimonia di oggi». In sala anche la moglie, Giuliana Urbani, per premiare i migliori lavori arrivati, il terzo premio è andato alle classi seconda D e seconda E Fracassetti Capodarco con l’insegnante Michela Girotti, secondo premio per Valeria Donati, terza B della scuola Galilei di Porto Sant’Elpidio, grande emozione per Raj Gusteri che ha conquistato il primo posto, anche lui della terza B alla Galilei.