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11 mag 2022

Fermo, la casa non è abusiva "e non va distrutta": vince la causa dopo 18 anni

Tanto ci è voluto per poter definire la situazione di Diego Giacoponi. Il Consiglio di Stato ha condannato il Comune a pagare le spese legali

silvio sebastiani
Cronaca
La casa oggetto della causa vinta dall’avvocato Giovanni Lanciotti
La casa oggetto della causa vinta dall’avvocato Giovanni Lanciotti

Porto San Giorgio, 11 maggio 2022 - E’ stata una storia lunga e complicata che gli ha procurato molta ansia e preoccupazione ma alla fine Diego Giacoponi, assistito in maniera puntuale, competente e determinata dall’avvocato Giovanni Lanciotti, l’ha spuntata al Consiglio di Stato, la cui decisione risale ai giorni scorsi: la casa da lui costruita in cima a via Misericordia, sulla collina di Porto San Giorgio, non è abusiva perciò può abitarci tranquillamente senza il timore che da un momento all’altro possano arrivare le ruspe a demolirla, in esecuzione di un’ordinanza in tal senso emessa dagli uffici comunali. Ma, a conferma dei tempi biblici che caratterizzano una giustizia-lumaca, ci sono voluti ben 18 anni per poter definire la situazione. Era iniziata subissata dalle polemiche e dalle durissime prese di posizione di alcune associazioni ambientaliste che lanciavano accuse di speculazione edilizia ammiccando al ’furbetto’ che voleva farsi non la casa colonica a servizio di un appezzamento di terreno, come lui sosteneva, bensì una vera e propria villa vista mare. In un primo momento il Comune aveva rilasciato un regolare permesso a costruire ma dopo tre anni, e a casa realizzata, forse a causa di un esposto, disponeva un sopralluogo sulla base delle cui risultanze emise l’ordinanza di demolizione del manufatto.

Una decisione che traeva la ragion d’essere dal fatto che la casa era stata costruita ad una distanza inferiore a quella fissata dal Prg dal crinale della collina, che è soggetto a tutela integrale. Da parte di Giacoponi inevitabile il ricorso al Tar il quale prima ha sospeso l’ordinanza, quindi l’abbattimento dell’edificio, ritenendo "grave e irreparabile il pregiudizio" che ne sarebbe derivato, poi però ha rigettato il ricorso. A questo punto non restava altro da fare che rivolgersi al Consiglio di Stato. Quest’ultimo ha nominato un verificatore che ha accertato come il tracciato dei crinali a Porto San Giorgio fosse errato. Presone atto, lo stesso Consiglio di Stato ha condannato il Comune al pagamento delle spese legali e del compenso al verificatore. E i danni? "Ci spettano di diritto – afferma Lanciotti – e li abbiamo chiesti pur sapendo che non siamo in grado di provarli perché con il Comune abbiamo sempre cercato di trovare una soluzione bonaria anche se in tutti questi anni il mio assistito non ha potuto fare nulla con la paura sempre presente di dover abbattere la casa".

Silvio Sebastiani

 

 

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