La giraffa del circo Madagascar
La giraffa del circo Madagascar

Fermo, 21 febbraio 2020 - Una volta l’arrivo del circo portava con sé emozione e grande allegria. Oggi appena si annuncia uno spettacolo per grandi e piccini si scatenano, invece, le polemiche e la disapprovazione. Sono sul piede di guerra le associazioni animaliste della città alla notizia che dal 27 febbraio il circo Madagascar di Maya Orfei sarà a Campiglione. Nel cast, anche un leone bianco, una giraffa, un ippopotamo.

Disapprovazione hanno espresso le associazioni Angeli a 4 zampe, Gioia e Romeo, il Movimento animalista, la Leida di Fermo, Amico di Fido, l’Enpa. L’associazione a-Mici a 4 zampe ha scritto al sindaco lamentando che "lo sfruttamento di poveri animali per mero interesse economico risulta uno spettacolo diseducativo e aberrante. E’ inconcepibile che l’Amministrazione comunale, che si dichiara sensibile ai tanti problemi dei nostri amici a quattro zampe possa aver pensato ed accettato che proprio sullo sfruttamento degli animali del circo si possa distruggere tutto ciò che da anni stiamo costruendo a fatica insieme".

Per il circo Orfei è Tamara Bizzarro a rispondere alle polemiche: "Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma pretendere che una nazione intera condanni il circo alla stessa maniera è eccessivo. Le leggi sono dalla nostra parte, abbiamo controlli molto stretti e gli animali sono seguiti dai nostri veterinari, proprio per garantirne la salute e il benessere. Sono nati in cattività da generazioni, non possono più stare senza l’uomo, non hanno quell’indole, alcuni campioni di animali da circo sono stati controllati anche per lo stress ed è venuto fuori che sono quelli meno stressati per i viaggi e il lavoro. Non li costringiamo ad esercizi innaturali, ma compiono solo i gesti che fanno in natura, noi siamo qui solo per valorizzarli e per farli conoscere al pubblico. Se ci sono stati casi di maltrattamento nei circhi non si può però generalizzare, lo ripetiamo da tempo. Il nostro è il circo più grande che circola in Italia e siamo abituati ad essere sotto i riflettori, nel bene e nel male. Speriamo che i fermani vengano a conoscerci per capire come lavoriamo e come teniamo i nostri animali".

Tamara Bizzarri, che è anche una delle protagoniste dello spettacolo, spiega che la loro è una sorta di azienda in movimento, ci lavorano oltre 60 persone, tutte in regola: "Sono persone che mantengono così la loro famiglia, questo atteggiamento di chiusura a prescindere è ingiusto e diventa addirittura razzista nei nostri confronti".