Città medioevo, San Giovanni in odore di sfratto dal Comune

Città medioevo, San Giovanni  in odore di sfratto dal Comune

Città medioevo, San Giovanni in odore di sfratto dal Comune

Sono sempre più tesi i rapporti tra i contradaioli della San Giovanni (commissariata), Ente Contesa del Secchio tanto che la contrada dei rossi non parteciperà alle manifestazioni storiche e, se non si raggiunge un accordo tra le parti, il sindaco Alessio Pignotti ha fatto sapere che il Comune procederà allo sfratto della sede, lasciando increduli i contradaioli: "Prendiamo atto del comportamento del sindaco, contattato come super partes nella diatriba tra commissario e contrada. L’amministrazione, a marzo (dopo l’offerta di pagamento rateizzato che abbiamo inviato al Comune), ci informava che, una volta chiuso il commissariamento, si sarebbero rinegoziati gli affitti. Perché adesso l’urgenza di avviare una causa di sfratto verso la Contrada, impegnando 3000 euro per il legale incaricato?".

E poiché la delibera cui fa riferimento la determina in cui si dà seguito alla decisione di sfratto "non è ancora stata pubblicata, non possiamo neanche conoscere le ragioni di questa decisione". C’era la speranza che l’incontro di pochi giorni fa con sindaco e presidente Ente Contesa (e commissario dei rossi) fosse foriero di una soluzione bonaria "avendo proposto al sindaco di cessare ogni contenzioso a condizione che il Commissario riconoscesse alla contrada l’unicità del tesseramento e la liberta di autodeterminazione interna, fatte salve le manifestazioni medievali mai messe in discussione".

"Invece, siamo stati invitati a tesserarci con la ‘seconda contrada San Giovanni’, creata dal Commissario e ci è stato comunicato che la San Giovanni non parteciperà a Città Medioevo, evento già pronto (sarà presentato domani, ndr) e che la sede della locanda, in Piazza Gramsci, sarà occupata da altra associazione".

Enella giornata di domani, la diatriba assume aspetti surreali con due celebrazioni parallele della festa di San Giovanni.

mc