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8 mag 2022

"Col virus almeno basta cinghiali"

8 mag 2022

"Se arrivasse la peste suina forse riusciremmo a scongiurare definitivamente la piaga dei cinghiali". Una frase lapidaria quella che pronuncia Fabrizio Ferraresi dell’azienda agricola omonima sita in località Vetice di Montefortino. Senza mezzi termini per gli agricoltori e allevatori del territorio montano quello dei cinghiali è il problema dei problemi, che nonostante le ripetute segnalazioni, richieste di aiuto e sollecitazioni anche da parte delle associazioni di categoria, resta una questione a cui la politica ancora non è riuscita a dare una risposta. "Sono anni che chiediamo aiuto per risolvere il problema dei cinghiali – spiega Fabrizio Ferraresi – ma fino ad oggi siamo rimasti inascoltati, hanno avviato soluzioni palliative come quella dei rimborsi per i danni provocati dai cinghiali. Partiamo dal presupposto che un’azienda agricola che semina un determinato prodotto ha necessità che quel prodotto venga raccolto per bisogni interni o per impegni acquisiti. Poi arrivano i cinghiali devastano tutto, quindi ti trovi nell’impossibilità di raccogliere il prodotto. Provi a fare richiesta per il risarcimento, presenti una domanda motivando che hai subito danni per un valore di 100 euro e vieni risarcito con 30 euro, questo è il rapporto quando ci sono le risorse per finanziare il risarcimento. Nel frattempo l’azienda si trova senza il prodotto in questione e la necessità di doverlo acquistare con ulteriore esborso di denaro. Visto che negli anni non siamo stati mai ascoltati, forse sarebbe un bene che arrivasse la peste suina e che eliminasse tutti i cinghiali presenti nel territorio, consentendoci almeno di poter tornare a lavorare". Oltre all’aspetto puramente produttivo ed economico che interesserebbe tutto il territorio, ci sono altre considerazioni di carattere ambientale su cui si potrebbero avviare delle riflessioni. Infatti, la presenza massiccia dei cinghiali all’interno dell’area del parco, sta producendo effetti nefasti. "Spesso mi sono sentito dire da persone di alcune associazioni – conclude Ferraresi – che la fauna va salvaguarda e quindi anche i cinghiali. Io ci vivo in questi territori, posso affermare con certezza che nei prossimi anni non nasceranno lecci e querce sui nostri monti, i cinghiali ripuliscono sistematicamente il sottobosco di qualsiasi ghianda o altro alimento che riescono a trovare e questo impoverirà anche la flora locale tanto per dare un quadro della situazione".

a.c.

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