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1 apr 2022

Coltellata all’ex brigadiere dei carabinieri, condanna da ridefinire

Lo ha deciso la Cassazione che rimanda alla Corte di Perugia, ma resta l’accusa di tentato omicidio per Braim Bouzroud

Al termine dell’udienza che si è tenuta l’altro ieri, la Cassazione ha annullato la sentenza, ma solo relativamente al quantum della pena inflitta a Braim Bouzroud, 46 anni, di nazionalità marocchina, processato con rito immediato (i fatti risalgono al giugno 2019) per aver inferto una coltellata alle spalle all’allora brigadiere dei carabinieri di Montegranaro (ora a riposo), Mario Iadonato, conficcando la lama in profondità, arrivando a lambire i polmoni, mettendo in serio rischio la vita del militare. Sentenza annullata, dunque, ma limitatamente al trattamento sanzionatorio che, perciò dovrà essere definitivamente stabilito nel corso di un nuovo processo, che sarà incardinato presso la Corte d’Appello di Perugia. "Siamo soddisfatti perché, come abbiamo detto fin dalla sentenza di primo grado, ciò che a noi interessava è che venisse confermato il reato di tentato omicidio aggravato – commenta Simone Mancini, legale di Iadonato -, che rimanesse l’assetto accusatorio. Solo questo è importante per noi. Non l’entità della pena".

A questo punto, occorrerà attendere che vengano depositate le motivazioni per poi avviare il nuovo processo, a Perugia, dove i giudici potrebbero stabilire una pena al ribasso, condannando a scontare meno anni di reclusione per il 46enne marocchino, difeso dall’avvocato Simone Matraxia, o confermare quelli delle sentenze di primo grado (8 anni e 4 mesi) e secondo grado (7 anni). La pena dovrà essere riconteggiata in riferimento a quella che è stata la sentenza di primo grado, del Tribunale di Fermo, per cui la Corte di Perugia dovrà stabilire qual è la pena per il reato di tentato omicidio, essendo stato dichiarato inammissibile il resto del ricorso. Il marocchino, intanto, resta rinchiuso nel carcere di Ancona dove si trova fin da quando è accaduto il fatto.

m.c.

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