L'ex sede di Confcommercio
L'ex sede di Confcommercio

Fermo, 6 febbraio 2019 - Approderà in tribunale la vicenda della filiale di Fermo-Porto San Giorgio di Confcommercio Servizi srl. A palazzo di giustizia c’è già un’istanza di fallimento per la quale è stata fissata un’udienza per la prossima settimana.

La procedura fallimentare, intrapresa per un debito maturato per canoni di locazione della precedente sede di Porto San Giorgio, in via Sacconi, non pagati per circa un anno, ha fatto registrare debiti già iscritti con cartelle e avvisi per circa 250.000 euro, debiti Inps per circa 30.000 euro e debiti verso i dipendenti.

La Confcommercio Servizi srl, attualmente in liquidazione, è posseduta per il 95% dalla Confcommercio Fermo che, secondo alcuni creditori, l’avrebbe completamente abbandonata al suo destino, così come la direzione centrale dell’associazione.

«E pensare - dicono attraverso i loro legali - che solo la scorsa estate era stata inaugurata la nuova sede della Confcommercio Fermo-Porto San Giorgio, inaugurazione avvenuta alla presenza di numerose autorità, come il presidente nazionale di Confcommercio, i sindaci di Fermo e Porto San Giorgio e il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli. Durante l’inaugurazione lo stesso presidente Ceriscioli aveva ribadito l’importante lavoro delle associazioni di categoria ed il contributo al sostegno che la Regione dà all’operato delle stesse».

Erano stati numerosi anche gli interventi  a ‘sponsorizzare’ l’operato della Confcommercio di Fermo, dove nella nuova sede opererebbero le stesse persone già dipendenti della Confcommercio Servizi Srl, oggi in liquidazione. «A fronte di tanto impegno, anche mediatico – commenta l’avvocato Anna Indiveri, legale di uno dei creditori - volto a mostrare l’ottimo funzionamento a livello locale dell’organismo rappresentativo delle imprese che operano nel settore del commercio-turismo e servizi, non può tacersi la circostanza che nei confronti della Confcommercio Servizi srl in liquidazione, penda innanzi al tribunale di Fermo un’istanza di fallimento e che i vertici regionali e nazionali abbiano abbandonato a se stessa la sede fermana senza contribuire a pagare i canoni d’affitto, i contributi ai dipendenti e le somme dovute». Per il legale, la domanda sorge spontanea: «Come mai, a livello nazionale e regionale, la Confcommercio accetta o comunque non si interessa dell’operato dei propri organismi locali che la rappresentano?».