Controlli nel Fermano (foto Zeppilli)
Controlli nel Fermano (foto Zeppilli)

Fermo, 17 giugno 2019 - Con l'inizio della stagione estiva cresce l’attività della polizia sul fronte prevenzione e repressione dei reati che si consumano lungo la costa. Nel corso della settimana le azioni di contrasto si sono concentrare nella zona di Lido Tre Archi, Lido di Fermo e Porto San Giorgio con l’impiego degli uomini della questura, di agenti di rinforzo del Reparto prevenzione crimine di Pescara e con l’ausilio di una squadra di cinofili della Guardia di Finanza.

Durante i posti di controlli e perlustrazioni del territorio, nell’arco di una giornata, sono state controllate 75 persone, 45 autovetture e cinque esercizi pubblici. Le numerose verifiche hanno portato, tra l’altro, all’identificazione di due pericolosi malviventi gravati da numerosissimi precedenti penali per reati contro il patrimonio e colpiti da diversi misure di prevenzione disposte da varie autorità di pubblica sicurezza nel territorio nazionale. I due sono stati sopresi mentre si aggiravano con fare sospetto a Lido di Fermo e Porto San Giorgio. Ad entrambi, non essendo in grado di dare della plausibili giustificazioni sulla loro presenza sul territorio, è stato notificato un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel comune di Porto San Giorgio.

Anche sul fronte dell’immigrazione clandestina sono stati eseguiti due provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale a carico di due giovani pakistani. Il primo, 20enne, recatosi presso lo sportello della questura per presentare la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno scaduto da tempo, è risultato invece irregolare. Mentre il secondo, anch’esso 20enne, si è presentato spontaneamente in questura per richiedere il permesso di soggiorno, ma ha ricevuto un’espulsione per mancanza di requisiti.

Ieri, invece, un richiedente asilo di nazionalità pakistana ha raggiunto la questura, dichiarando di essere entrato in Italia solo pochi giorni prima, sbarcando nel porto di Ancona. Accurati e mirati accertamenti hanno permesso agli uomini dell’Ufficio immigrazione di scoprire la falsità delle dichiarazioni dello straniero risultato presente nel nostro paese già dal 2016, quando aveva inoltrato richiesta di protezione internazionale alla questura di Udine, con contestuale rilascio di un permesso di soggiorno per asilo.