Fermo, 14 maggio 2018 –  Si è sfiorata la tragedia a Fermo, dove stamattina è crollata una parte del tetto dell’Istituto Tecnico Montani (FOTO), poco prima dell’inizio delle lezioni. Erano le 7.20 circa, quando i collaboratori scolastici hanno avvertito il forte boato, a cui è seguito lo sprigionarsi di una copiosa nuvola di polvere che ha invaso i corridoi dell’istituto. Nello specifico, a crollare su se stesso è stato il tetto di un’aula della parte riservata al triennio, dove fortunatamente, gli studenti sarebbero entrati a distanza di pochi minuti.

Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco (VIDEO), per il sopralluogo del caso e provveduto al transennamento dell’area per motivi di sicurezza. La scuola è stata raggiunta anche dalla preside dell’Istituto Margherita Bonanni.

Sono arrivati anche il sindaco Paolo Calcinaro e la presidente della Provincia Moira Canicola al triennio del Montani, per capire con la preside Margherita Bonanni e i vigili del fuoco la situazione, del tutto crollato il tetto sopra l'aula adiacente alla chiesa di Sant'Agostino

L'intero plesso del triennio è stato evacuato a scopo precauzionale. Secondo la dirigente Margherita Bonanni sono circa 100 gli studenti, "tre o quattro classi", spostati nelle altre sedi della scuola in edifici vicini. Secondo Bonanni, la classe su cui è caduto il tetto, "era usata raramente". E i ragazzi delle classi vicine sono impegnati con l'alternanza scuola-lavoro.

Marco Lambruschi, tecnico dei vigili del fuoco, ha effettuato il sopralluogo esterno con la scala e ha spiegato: "C'è  un grande avvallamento anche a carico del resto del tetto, dunque il rischio di ulteriori crolli. Nel pomeriggio la Provincia che è responsabile dell'edificio comunicherà le decisioni. Andremo avanti con la massima attenzione".

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Tutti in sicurezza gli studenti, spostati negli altri edifici e nei laboratori, le lezioni sono proseguite in mattinata ma la preoccupazione c'era, la preside Bonanni ha sottolineato: "Non c'è stata nessuna avvisaglia e i controlli post sisma ci sono sempre stati. I miei ragazzi hanno dimostrato una maturità grande, c'è serietà e compostezza". L'aula coinvolta è grande, circa 90 mq, e viene usata per i compiti e i momenti significativi, molti dei ragazzi sono nelle aziende a fare alternanza scuola lavoro e nessuno era a scuola all'ora del crollo. I controlli andranno avanti anche nelle prossime ore e per tutto l'edificio, per una giornata di tensione che poteva avere conseguenze ben peggiori. 

È invece di circa 30 mq la superficie della porzione di tetto caduta. L'intero tetto era stato consolidato dopo il terremoto del 2016. Quella porzione in particolare, come spiega la preside, però, "è difficile da raggiungere, è difficile fare verifiche". Tutto il plesso del triennio si trova nella sede dell'antico convento agostiniano, risalente al XV-XVI secolo.


LA RABBIA DEGLI STUDENTI - La Rete degli studenti medi Marche e il locale Comitato Noisette "contestano e denunciano aspramente questo fatto grave, che si inserisce tra gli innumerevoli casi di mancata gestione e messa a norma degli edifici scolastici nella regione e nel Paese". Quello che è accaduto, dice Sami Ghanmi, coordinatore regionale della Rete, "è estremamente grave, inaccettabile e pericoloso. Abbiamo più volte segnalato negli anni a istituzioni e autorità competenti, i problemi di edilizia scolastica sofferti da province e regione perché non passassero in sordina: eppure sembra che si continui ad agire solo in base alle emergenze del momento, senza piani strutturati". "Raccogliamo da anni problematiche riguardanti le strutture in cui si svolgono le lezioni - scrivono gli studenti -: l'edilizia scolastica delle Marche non gode di buona salute, specialmente dopo gli eventi sismici che negli ultimi anni hanno riguardato alcuni territori provinciali. Eventi come quello di oggi tornano a dimostrare che le problematiche continuano a essere messe in secondo piano - aggiungono -, sottovalutate a tal punto da rischiare in questo caso la tragedia, che avrebbe potuto riguardare gli studenti di quella classe o dell'Istituto in generale. Rappresenta una grave mancanza di responsabilità di istituzioni e autorità competenti, a cui di certo non si può rimediare avviando dei sopralluoghi solo oggi".