Fermo, 15 maggio 2018 – E’ successo ancora. Ancora in una scuola. L’improvviso cedimento del tetto di una parte dell’istituto tecnico «Montani» di Fermo (FOTO), nelle Marche, solo per un caso fortuito non si è trasformato in una vera e propria strage di studenti.  E’ accaduto lunedì mattina intorno alle 7,15 nella sede storica, il cuore dell’istituto più antico e prestigioso di Fermo. A lanciare l’allarme per primo è stato un collaboratore scolastico: «Avevo aperto da poco la scuola, come facciamo a turno tutti i giorni, poi quel terribile boato che ha fatto subito temere il peggio. In un primo momento abbiamo creduto si trattasse del terremoto, ma è bastato qualche attimo per rendersi conto che forse era stato qualcosa di più grave. Così ho subito allertato i soccorritori». 
 
I primi ad intervenire sono stati i vigili del fuoco, che si sono trovati di fronte ad uno scenario apocalittico (VIDEO): l’intera struttura superiore era crollata, compresi il tetto, pezzi di muro e travi spezzate. A cedere sono state le travi di sostegno del soffitto di un’aula, che il caso ha voluto, fosse vuota per via di uno stage programmato per l’intera classe all’interno del percorso di alternanza scuola lavoro.

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Le cause del crollo sono ancora al vaglio dei vigili del fuoco, anche se da una prima verifica gli specialisti hanno potuto costatare la vetustà dei componenti del tetto e la presenza di infiltrazioni d’acqua. Il sostituto direttore del comando provinciale del vigili del fuoco Ascoli Piceno e Fermo, Marco Lambruschi, che ha coordinato il sopralluogo dell’edificio, ha escluso categoricamente che ci possano essere dei collegamenti con il sisma che ha colpito le Marche nel 2016: «In merito al crollo che si è verificato non abbiamo riscontrato lesioni sulle pareti. Le chiavi applicate anche nell’adiacente chiesa di S. Agostino hanno retto bene e non si sono mosse di un centimetro. 

Quindi quanto accaduto non è assolutamente riconducibile al sisma. Il crollo del tetto, costituito dalla capriata in legno e dalla copertura in tegole, ha riguardato un’unica aula fortunatamente: una superficie di circa 90 metri quadrati che non ha interessato i muri perimetrali. Al momento è ancora prematuro pronunciarsi, ma stiamo parlando di una struttura che risale a 250 anni fa. Indicare le infiltrazioni d’acqua come causa principale del crollo mi sembra per ora riduttivo. Piuttosto mi soffermerei sull’usura dell’intera copertura». Intanto la Procura di Fermo ha aperto un fascicolo d’indagine per accertare eventuali responsabilità o omissioni di carattere penale.