"Dieci ore in pronto soccorso per fare una trasfusione. Spero che non capiti mai più quello che è accaduto a mio padre". Sono le parole di un cinquantenne della media Valtenna, che alla fine di giugno è stato protagonista di una vicenda sanitaria che gli ha lasciato davvero l’amaro in bocca. "Mio padre ha 81 anni ed è residente a Grottazzolina e, alla sua età, si è già sottoposto a due interventi chirurgici al cuore – racconta il figlio del...

"Dieci ore in pronto soccorso per fare una trasfusione. Spero che non capiti mai più quello che è accaduto a mio padre". Sono le parole di un cinquantenne della media Valtenna, che alla fine di giugno è stato protagonista di una vicenda sanitaria che gli ha lasciato davvero l’amaro in bocca.

"Mio padre ha 81 anni ed è residente a Grottazzolina e, alla sua età, si è già sottoposto a due interventi chirurgici al cuore – racconta il figlio del protagonista di questa vicenda –. Proprio a causa delle sue patologie mio padre si sottopone periodicamente a controlli e analisi, proprio come avvenuto alla fine di giugno, quando il cardiologo di fiducia dopo aver consultato le analisi ci ha spiegato che era necessaria una trasfusione d’urgenza per via dell’emoglobina molto bassa".

"Quindi – continua il 50enne nella suo racconto – su indicazione del medico di famiglia ci siamo recati al pronto soccorso di Fermo con analisi e impegnativa per una trasfusione urgente, erano circa le 10,30 del mattino. Al pronto soccorso c’erano tre persone, quindi non c’era una situazione di emergenza, mio padre è stato accompagnato in sala, hanno ripetuto le analisi ed hanno apposto l’apposito ago per la trasfusione, l’infermiera di sala ci ha spiegato che avevano già richiesto il gruppo sanguigno e che dovevamo attendere l’arrivo del medico".

Fino a questo momento tutto era proseguito regolarmente, poi sono arrivati i primi intoppi. "Intorno alle 13 – continua il figlio – non avendo ancora notizie, non ho potuto fare altro che sollecitare le infermiere, e solo dopo le mie insistenze mi hanno avvisato che il medico non aveva ancora richiesto la sacca di sangue, la cosa mi ha fatto alterare ed ho chiamato la Direzione sanitaria con toni che sinceramente non sono stati cordiali".

Alla fine qualcuno si è degnato di vedere mio padre e valutate le analisi, il medico ha predisposto non una, ma due sacche per la trasfusione. In sostanza siamo tornati a casa alle 21. Quando ci sono delle urgenze credo si debba seguire un protocollo, mio padre una persona di 81 anni con problemi di salute è stato rimpallato e fatto attendere per ore senza sapere nulla. Ho deciso di raccontare questo fatto perché mi auguro che nessuno debba più ripetere questa brutta esperienza".

a.c.