ANGELICA MALVATANI
Cronaca

"Dopo il Covid creiamo una rete tra i medici"

Angelici, primario di medicina interna: la pandemia ha acceso i riflettori su un aspetto importante .

"Dopo il Covid  creiamo una rete  tra i medici"

"Dopo il Covid creiamo una rete tra i medici"

di Angelica Malvatani

Una dura lezione, quella offerta dalla pandemia di Covid, una lezione che è costata tanta sofferenza ma che ha dato competenze e modalità di lavoro inedite ed innovative al mondo sanitaria. Un’esperienza da cui occorre partire per costruire un’assistenza efficace e risposte nuove a esigenze sempre più complesse, lo sa bene il primario di medicina interna del Murri, Stefano Angelici, che ha voluto organizzare un convegno di rilevanza nazionale, dedicato al paziente con insufficienza respiratoria acuta: "L’emergenza pandemica da Sars-CoV-2 ha acceso i riflettori sulla complessità e sull’importanza della ottimale gestione dell’insufficienza respiratoria acuta che spesso ha una rapida evoluzione. Sempre più frequentemente la ventilazione non invasiva rappresenta la soluzione clinica di prima scelta per il trattamento dell’insufficienza respiratoria acuta, che sia essa secondaria a patologie polmonari o cardiache acute e croniche, o complicanza di malattie neuromuscolari che altrimenti troverebbero come unica soluzione l’intubazione o la tracheostomia". Una presa in carico dei pazienti che passa per la collaborazione tra tanti soggetti, dal radiologo all’internista, passando per il rianimatore e prima ancora per il medico dell’emergenza: "Proprio per questa trasversalità della problematica dell’insufficienza respiratoria abbiamo ritenuto fondamentale mettere a confronto i vari punti di vista, per una programmazione efficace. Il medico internista è un po’ come il centrocampista nel calcio, ha bisogno di fiato ed energia per passare la palla a chi farà goal, noi lavoriamo per costruire una squadra che arrivi a dare risposte efficaci a domande complesse di salute". Per Angelici sono sempre i professionisti a fare la differenza, medici, infermieri, personale tutto: "È chiaro che a Fermo la situazione è complessa, con un solo ospedale, un solo pronto soccorso, un solo laboratorio. Per questo è essenziale fare rete, anche con l’università, per condividere con le diverse figure professionali sanitarie le conoscenze sull’impiego di ossigenoterapia e ventilazione meccanica non invasiva per ridurre la mortalità e la necessità di intubazione oro-tracheale in situazioni quali infezioni pleuropolmonari, edema polmonare cardiogeno, infezione da Covid". Il convegno, che si è tenuto al Royal di Casabianca, è il primo di tre appuntamenti organizzati con la società italiana di medicina interna, con la scuola di specializzazione per internisti di Ancona. "In almeno 14 regioni italiane la medicina semintensiva è gestita dalla medicina interna, sulla spinta del Covid. È una soluzione ottimale che ci richiede anche di tenerci sempre pronti, interventi con la ventilazione vanno allenati e aggiornati di continuo, oggi siamo qui per questo con tantissimi medici del nostro ospedale con cui facciamo squadra e specialisti in arrivo anche da fuori", conclude Angelici.