Il sequestro di droga
Il sequestro di droga

Fermo 12 febbraio 2019 - Quando i poliziotti della questura sono entrati a casa di quel giovane fermano non avrebbero mai immaginato di trovarsi dinanzi ad uno dei maggiori sequestri di ketamina nel centro Italia.

Lui un insospettabile 20enne, come tanti altri, ben inserito nel tessuto sociale, ma con una seconda vita nascosta, in cui si dedicava al traffico e alla lavorazione chimica della droga. Nella camera di una casa non agibile gli uomini della squadra mobile hanno trovato un chilo e mezzo di ketamina, ma anche oltre due chili di hashish, anfetamine ed eroina. Insomma una vero e proprio bazar all’ingrosso di sostanze stupefacenti con tanto di laboratorio chimico.

Ma a sorprendere gli investigatori sono stati dei barattoli di latta con del liquido e della polvere cristallizzata, ed un’altra sostanza solida da una forma amorfa, debitamente sequestrata. Sulla base delle analisi svolte dalla polizia scientifica è scattato l’arresto, convalidato dal gip del tribunale di Fermo, che ha sottoposto il ragazzo agli arresti domiciliari.

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L’hashish possedeva un principio attivo superiore di 905 volte quello consentito, idonee per il confezionamento di oltre 18.100 dosi, per un valore sul mercato di circa 300mila euro. Le sostanze derivate da anfetamina ed extasy possedevano un principio attivo 174 volte superiore a quello consentito, per il confezionamento di oltre 170 dosi, per un valore sul mercato di circa 20mila euro. Gli oppiacei, quali eroina e morfina, invece, possedevano un principio attivo 99 volte superiore a quello consentito, per il confezionamento di quasi mille dosi, per un valore sul mercato di circa 30mila euro.

Ma le analisi hanno svelato qualcosa di profondamente più grave: le sostanze derivate da allucinogeni e ketamina, possedevano un principio attivo 44 volte superiore a quello consentito, per il confezionamento di oltre 13000 dosi, per un valore sul mercato di circa oltre 130mila euro.

La ketamina è una molecola sintetica, che l’arrestato acquistava a mezzo internet e poi elaborava chimicamente in un ambiente controllato, con procedimenti di evaporazione che la trasformavano in polvere bianca, inalata o assunta in pastiglie vendute come extasy.