Eccidio nazista di Caldarette. Cerimonia per gli 80 anni

Messa solenne e fiori sulla stele di Giovanni Protasi, il bambino che morì per una scheggia di cannonata allo stomaco e non venne curato.

Eccidio nazista di Caldarette. Cerimonia per gli 80 anni

Eccidio nazista di Caldarette. Cerimonia per gli 80 anni

Il 20 giugno non è solo una data da celebrare, l’anniversario della Liberazione di Fermo e del Fermano è l’occasione per ricordare il sacrificio di chi è speso fino alla morte per regalare libertà a tutti noi. In particolare proprio il 20 giugno, come ogni anno, viene ricordato il tributo di sangue seguito all’eccidio nazifascista di Caldarette d’Ete che avvenne in quel giorno del 1944. Una cerimonia toccante promossa dal Comune di Fermo, dall’Anpi, dalla Provincia, dall’Isml e dall’Arcidiocesi, in occasione dell’80esimo anniversario di quei tragici fatti. Prima la messa alla Madonna del Pianto presieduta dall’arcivescovo Rocco Pennacchio, poi nel piazzale antistante la chiesa dell’Immacolata Concezione di Caldarette d’Ete il secondo momento con la cerimonia commemorativa, nel corso della quale, si sono succeduti gli interventi di Carlo Bronzi dell’Anpi provinciale, del sindaco di Fermo Paolo Calcinaro che ha ricordato "come con questa cerimonia ogni anno si fa memoria della storia, di quanto accaduto a Caldarette, un fatto storico che le giovani generazioni devono conoscere", del Prefetto di Fermo Edoardo D’Alascio e del presidente della Provincia di Fermo Michele Ortenzi. Prima sono stati deposti i fiori sulla stele, accanto alla chiesa, in memoria di Giovanni Protasi, il bambino morto all’epoca a soli sei anni per una scheggia di cannonata allo stomaco e privato delle cure necessarie. Corone d’alloro sui cippi in memoria di Giuseppe e Luigi Fortuna, che furono scambiati erroneamente per partigiani, crivellati di colpi dai tedeschi per rappresaglia, di Serafino Santini, che venne arso vivo per aver tentato di riappropriarsi delle bestie confiscate dai tedeschi.