Ecco un’altra grande mostra. Spazio ad Adolfo De Carolis

Un’esposizione che resterà a palazzo dei Priori fino al tre novembre, è stata curata da Stefano Papetti che torna a lavorare in città dopo anni.

Ecco un’altra grande mostra. Spazio ad Adolfo De Carolis

Ecco un’altra grande mostra. Spazio ad Adolfo De Carolis

Un artista poliedrico, una grande collezione, per lo più inedita, per una mostra che si prepara ad essere un nuovo successo per la città di Fermo, ormai sede privilegiata di grandi esposizioni. È dedicata a Adolfo De Carolis la mostra che apre l’archivio della Fondazione Carifermo, ovunque c’è il segno del grande amore per la cultura che aveva lo scomparso Amedeo Grilli, Palazzo Dei Priori diventa cornice ideale di un viaggio nello studio dell’artista. Un’esposizione che sarà a palazzo fino al 3 novembre, a cura di Stefano Papetti che torna a lavorare in città dopo anni. Protagonista indiscusso della stagione artistica che caratterizza il panorama dell’Italia post unitaria nei decenni a cavallo fra Otto e Novecento, Adolfo De Carolis (1874-1928) ha manifestato uno spirito eclettico che lo ha portato a primeggiare in vari campi, dalla pittura alla decorazione, dalla xilografia alla scenografia fino al design, in stretto contatto con i più eminenti intellettuali del suo tempo, come dimostra il lungo sodalizio con Gabriele D’Annunzio testimoniato dal fitto carteggio conservato presso il Vittoriale degli Italiani. L’esposizione rappresenta il momento centrale delle iniziative promosse in occasione delle celebrazioni decarolisiane dal comitato che vede la partecipazione delle Amministrazioni Comunali di Montefiore dell’Aso, dove l’artista è nato, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e Fermo. In particolare si prefigge di illustrare il modus operandi dell’artista attraverso il materiale di studio conservato dai discendenti ed acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo che ne ha così impedito la dispersione, a partire da un’opera capitale nella produzione del maestro marchigiano, il "Trittico del Mare" recentemente sottoposto ad un delicato e complesso intervento di restauro presso l’Università di Urbino. Il presidente della Fondazione, Giorgio Giriotti Pucci, ha sottolineato all’inaugurazione della mostra, domenica scorsa: "Volevamo rendere partecipe la comunità di parte della nostra collezione, costruendo un percorso che offre l’impressione di aggirarsi nello studio dell’artista. Il dipinto centrale, Il Trittico del mare, è frutto di un acquisto tenacemente voluto dall’allora presidente Grilli, sempre attento alle espressioni culturali del territorio. Spiega il curatore Stefano Papetti: "Una attenta catalogazione scientifica ed i saggi affidati ai maggiori specialisti del settore consentiranno di comprendere il ruolo dell’artista marchigiano nel valorizzare l’artigianato artistico in sintonia con gli ideali del movimento inglese Arts and Crafts, il suo legame con i maggiori intellettuali del tempo, come D’Annunzio, ed il suo ruolo di grande ideatore di complessi apparati decorativi, come quelli realizzati presso il Palazzo Comunale di Bologna, l’Aula Magna dell’Università di Pisa e il Salone del Palazzo della Provincia ad Arezzo".