Ed è polemica: "Anche qui diventerà una colonia lombarda?"

Ed è polemica: "Anche qui diventerà una colonia lombarda?"

Ed è polemica: "Anche qui diventerà una colonia lombarda?"

Esprime preoccupazione anche la Cisl Fp alla notizia che la Ast di Fermo si ritroverà prestissimo senza il direttore generale. Il segretario Giuseppe Donati parla di una notizia che si ventilava da tempo, quella del pensionamento di Gentili, che oggi trova definizione concreta. All’indomani della nomina a Macerata di un direttore proveniente dalla Lombardia, la preoccupazione del sindacato è che si possa vedere anche a Fermo una figura da fuori territorio: "Vista la calata dei lombardi sulle Marche, nonostante quel modello di sanità non si stato proprio un modello vincente durante il Covid, c’è da aspettarsi che anche Fermo diventi una "colonia sanitaria" lombarda? Vedremo, intanto altro tempo prezioso che si perderà quando invece la sanità fermana avrebbe bisogno di accelerare soprattutto sui nuovi ospedali nonché sull’utilizzo pieno dei fondi del Pnrr". Una questione che diventa anche una polemica politica, con il consigliere regionale del Pd Fabrizio Cesetti (foto) che attacca la Giunta: "Purtroppo eravamo stati facili profeti quando lo scorso anno avevamo denunciato come la riorganizzazione della sanità marchigiana, con l’abolizione dell’Asur e l’istituzione delle AST, avrebbe avuto ricadute dannose sulla qualità dei servizi per i cittadini, non potendo garantire nei fatti né l’autonomia organizzativa né quella finanziaria. Oggi, di fronte all’imminente addio del direttore Gilberto Gentili, abbiamo un’ulteriore certezza: quella pseudo riforma non solo non dà risposte ai marchigiani sul diritto alla salute in un momento in cui occorrerebbe mettere in campo provvedimenti per abbattere le liste di attesa, assumere personale sanitario, potenziare la medicina del territorio e ridurre la mobilità passiva, ma è riuscita a conseguire l’unico obiettivo di alimentare gli scontri di potere tra le forze della maggioranza o, come nel caso di Fermo, addirittura tra le correnti di un unico partito, con logiche che ricordano il peggior consociativismo della Prima Repubblica". Secondo Cesetti è solo un balletto di poltrone e di incarichi e a farne le spese i cittadini: "Dopo aver fatto di tutto per cacciare Livini - continua Cesetti - il centrodestra ha dato il via a un indecoroso valzer per mettere prima Grinta alla guida della Area vasta 4, poi sostituirlo al momento del passaggio ad Ast con Gentili, dopo un durissimo scontro all’interno della Lega tra l’onorevole Carloni e Lucentini, e infine ipotizzare oggi di nuovo il nome di Grinta, a seguito delle annunciate dimissioni di Gentili. Ma davvero qualcuno può credere che si possa governare così la sanità marchigiana? Con metodi che pongono la salute dei cittadini all’ultimo posto perché la priorità è piazzare gli "amici degli amici"?". Il consigliere dem si chiede se è possibile che né Acquaroli né Saltamartini, al momento della nomina di Gentili a direttore della Ast 4, abbiano pensato all’inutilità e al danno che avrebbe provocato un incarico per pochi mesi.