Porto Sant'Elpidio, chiude la EuroInga
Porto Sant'Elpidio, chiude la EuroInga

Porto Sant'Elpidio (Fermo), 12 settemrbe 2019 - Non hanno rimesso piede in azienda, dopo le ferie, i 54 dipendenti della Euro-Inga, in zona Fratte a Porto Sant’Elpidio, per i quali il 30 agosto è stato formalizzato il licenziamento. La ditta, storica produttrice di suole in poliuretano, gomma e Tr/Tpu, ha cessato l’attività, mettendo fine a un periodo di incertezza che stava andando avanti da qualche anno, tant’è vero che altri 36 dipendenti erano stati licenziati anni fa, quando la situazione aveva già cominciato a rivelarsi critica. Nel male di essere rimasti senza un posto di lavoro, tuttavia, gli ex dipendenti della Euro-Inga, almeno, non devono stare a preoccuparsi per la corresponsione degli stipendi o dei trattamenti di fine rapporto. «Da questo punto di vista, non possiamo rimproverare nulla ai nostri ormai ex titolari – affermano alcuni dipendenti – in quanto, tranne pochissime eccezioni, gli stipendi ci sono stati regolarmente corrisposti fino all’ultima mensilità, compreso il Tfr».

Prima di arrivare alla decisione di licenziare e chiudere, inoltre, sono state effettuate diverse riunioni sindacali per cercare di scongiurare questa eventualità. Ciò non è stato possibile e, dal 1° settembre, oltre 50 persone si sono ritrovate a doversi rimettere alla ricerca di un posto di lavoro. Poiché non è stato dato loro il preavviso in tempo utile, possono contare su due normali mensilità piene, fino a tutto ottobre, dopodiché per loro scatterà la Naspi (indennità mensile di disoccupazione), strumento per il sostegno al reddito della durata di due anni. L’età media dei dipendenti, che ora dovranno cercare di ricollocarsi nel mondo del lavoro, è di 40 – 50 anni. «Ci stiamo muovendo presso i Centri per l’impiego per iscriversi nelle liste della disoccupazione. Sono uffici che, molti di noi, frequentano per la prima volta – raccontano - e, dobbiamo dire che fa un certo effetto. Non è facile adeguarsi a certe situazioni. Speriamo che presto o tardi qualche altra opportunità si presenti all’orizzonte in modo da poterci tirare fuori da questa impasse».

L’azienda ha chiuso, ma l’attività non sarà delocalizzata all’estero e i pochi ordinativi ancora inevasi, pare saranno portati in lavorazione in qualche altre impresa del distretto.