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7 giu 2022

Ferisce un uomo con il collo di bottiglia Poi va a prendere la pistola da sub

Il fatto di sangue in un bar: sotto processo per lesioni aggravate e porto abusivo di strumenti atti ad offendere

7 giu 2022

Armato di un collo di bottiglia aveva ferito alla testa un uomo e, non soddisfatto, aveva cercato quindi di colpirlo con un pugnale ed una pistola subacquea. L’aggressore, un 47enne di Porto San Giorgio è stato rinviato a giudizio e finirà davanti al giudice del tribunale di Fermo per rispondere dei reati di lesioni aggravate e porto abusivo di strumenti atti ad offendere. Il fatto di sangue si era consumato nel maggio 2021 presso un bar di via Mazzini a Porto Sant’Elpidio, dove un 43enne del posto era stato ferocemente aggredito per futili motivi. Il sangiorgese, non contento delle sue azioni, aveva prelevato dalla sua auto un pugnale e una pistola subacquea con l’intenzione di reiterare l’aggressione. Fortunatamente i suoi intenti erano stati resi vani da alcuni avventori del locale, che erano riusciti a disarmarlo, inducendolo a fuggire. I carabinieri, intervenuti sul posto, avevano rinvenuto abbandonati nei pressi del bar sia il frammento di vetro utilizzato per l’aggressione, sia il grosso coltello poi risultato essere un pugnale da sub.

Elementi questi che avevano consentito di identificare quasi immediatamente l’autore della scorribanda e di rintracciarlo poco dopo.

L’uomo era stato sottoposto a perquisizione, all’esito della quale i militari dell’Arma avevano trovato una pistola subacquea ad aria compressa, munita di arpione. Sulla base degli elementi investigativi raccolti, poi, i carabinieri avevano denunciato in stato di libertà il sangiorgese alla Procura della Repubblica di Fermo. Il pugnale da sub, la pistola subacquea ed il collo di bottiglia erano stati sottoposti a sequestro ed erano stati messi a disposizione del magistrato inquirente. Poteva andare peggio per la vittima dell’aggressione. Per lui, fortunatamente, si fa per dire, solo un lieve trauma cranico, diversi punti di sutura e un’infrazione al setto nasale, per una prognosi sicuramente migliore di quanto si era temuto, visto che aveva avuto bisogno solo di una quindicina di giorni per recuperare dalle lesioni subite.

f.c.

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