"Presenze zero!". Il Covid-19 ha svuotato le strutture ricettive: "Non c’è anima viva da ospitare", lamenta il presidente dell’associazione albergatori del Fermano Ataf, Gianluca Vecchi, il quale offre una rappresentazione talmente drammatica della situazione in cui versa la sua categoria a causa della pandemia da far considerare l’ipotesi di chiusura dell’attività. "Nel 2020 – queste le sue parole – abbiamo subito cali di fatturato oscillanti tra il 40 e il 70% rispetto al 2019....

"Presenze zero!". Il Covid-19 ha svuotato le strutture ricettive: "Non c’è anima viva da ospitare", lamenta il presidente dell’associazione albergatori del Fermano Ataf, Gianluca Vecchi, il quale offre una rappresentazione talmente drammatica della situazione in cui versa la sua categoria a causa della pandemia da far considerare l’ipotesi di chiusura dell’attività.

"Nel 2020 – queste le sue parole – abbiamo subito cali di fatturato oscillanti tra il 40 e il 70% rispetto al 2019. Praticamente più che dimezzati".

Vecchi, quali sono le previsioni per il 2021?

"Purtroppo non positive, stando almeno a questi primi due mesi dell’anno in cui gli affari sono stati prossimi allo zero. Nel fermano la maggior parte degli hotel sono chiusi. Ne sono in funzione sì e no tre o quattro, un terzo del totale, giusto per assicurare una presenza, ma clienti zero, non c’è nessuno che gira. Qualche ospite lo danno le squadre di operai che si trovano in zona per eseguire dei lavori. L’unica forma è questa. Per il resto è tutto bloccato".

Telefonate o prenotazioni?

"Neanche a parlarne: né per Pasqua, né tanto meno per la stagione estiva. La gente ha paura, a tutto pensa meno che alle vacanze e le notizie sul Covid date dalla tv 24 ore su 24 non aiutano. Se i contagi nei prossimi mesi scenderanno ai numeri dell’anno scorso le persone, come avvenuto nel 2020, prenoteranno all’ultimo momento. Ovviamente ce lo auguriamo sperando che il Governo, così come ha permesso il turismo invernale di montagna, faccia altrettanto per quello estivo di mare".

In ogni modo un sostegno arriva con i ristori giusto?

"Sono minimali: nel darci il contributo hanno considerato come base il giro di affari del mese di aprile 2020 rispetto a quello dello stesso mese del 2019 e questo ha fruttato il 4% dello Stato e il 4% della Regione sulla perdita, complessivamente l’8%, come dire niente. Secondo me, e secondo la categoria che rappresento, avrebbero dovuto calcolare la percentuale sulla perdita totale dell’anno e non su quella di un solo mese".

Cambierà il metodo di valutazione nel 2021?

"Non si sa nulla, ma sono fiducioso perché adesso c’è un Ministero del Turismo. Come Federalberghi abbiamo già presentato le richieste ed effettuato una petizione a livello nazionale con circa 35.000 firme proprio per sollecitare le necessità impellenti, i ristori e al tempo stesso poter avere il 110% per le strutture così da rinnovarle, rilanciarle, realizzare un investimento per il futuro".

Silvio Sebastiani