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14 giu 2022

Il centrodestra si prende Porto San Giorgio Vesprini domina, la fascia tricolore è sua

Il suo banco di prova alla guida dell’amministrazione sarà gestire le tante anime con cui ha conquistato la prima poltrona della città. Per lo sfidante del centrosinistra Gramegna, erede del doppio mandato di Loira, non c’è partita

14 giu 2022
silvio sebastiani
Cronaca

di Silvio Sebastiani

"Io l’avevo detto", ovunque ti giri non senti che ripetere questa affermazione in merito al risultato elettorale che vede Valerio Vesprini del centrodestra entrare nelle urne candidato e uscirne sindaco. Al primo turno perché essendo la sfida tra due, lui e il candidato del centrosinistra, Francesco Gramegna, non c’è ballottaggio. Un successo previsto e ampiamente conseguito. Vesprini è riuscito a creare un clima a lui favorevole accendendo gli entusiasmi e i fuochi fatui della speranza del ’Si può’ fare tutto e di più per Porto San Giorgio. Tra cui: "accogliere, riqualificare, condividere, sognare e addirittura amare". E la gente gli ha creduto. Con un risultato che va ben oltre il 60%, contro il 35% o poco più dell’avversario, è lui il nuovo sindaco di Porto San Giorgio.

Forse più concreti gli argomenti sciorinati da Gramegna ma posti senza passione. Gramegna e Vesprini escono dalla stessa scuola politico amministrativa di centrosinistra del primo cittadino uscente, Nicola Loira, che li ha voluti collaboratori nell’esecutivo comunale per due mandati. Vesprini si è sganciato un anno prima per organizzare ’la rivolta’ mentre Gramegna è rimasto a garantire la continuità. Ed è stata una battaglia tra la continuità portata avanti da lui e il rinnovamento nel cambiamento di cui si è fatto paladino Vesprini. Al neo sindaco il centrodestra dovrebbe erigere un monumento avendo lui creato le condizioni per un suo ritorno al governo della città.

Lo ha fatto ricomponendo ad unità nel suo raggruppamento virtualmente civico i partiti di destra che erano in crisi incapaci di esprimere un candidato proprio, chiedendo ed ottenendo in cambio la rinuncia al simbolo del partito e alla riproposizione di personaggi ’datati’ quali Andrea Agostini, Carlo Del Vecchio e Maria Lina Vitturini. A questo, non facile da far passare come rinnovamento, il Pd avrebbe potuto contrapporsi in modo efficace tramite le primarie, a cui però ha rinunciato per dissidi interni.

Finora Vesprini è apparso avere un buon intuito e quella spregiudicatezza che in politica può anche non essere considerata un difetto e che lo ha portato a criticare pressoché tutto degli ultimi 10 anni di amministrazione di cui pure è stato parte. Il suo banco di prova ora sarà la capacità di gestire le tante anime della destra con cui ha conquistato la prima poltrona della città e che per questo prevedibile passino all’incasso, nella consapevolezza anche che il successo, oltre che a Vesprini, sia da ascrivere al felice momento elettorale attraversato dal centrodestra. Alle 21 di ieri, con oltre la metà delle sezioni scrutinate i voti per Vesprini erano 1.785, quelli per Gramegna 1.056.

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