Vigili urbani (foto repertorio)
Vigili urbani (foto repertorio)

Fermo, 14 dicembre 2016 - «Facciamo un gioco: testa o croce. Ops è uscita croce, come la morte». E’ solo un passaggio della nuova lettera minatoria contro gli agenti della polizia municipale, recapitata ieri mattina presso l’autoparco comunale in contrada San Martino. Una missiva dai toni pesanti in cui si minaccia chiaramente di colpire i vigili, punendoli con la morte. Presumibilmente la lettera è stata posizionata durante la notte, poiché a trovarla sono stati gli agenti del turno di mattina. Nel messaggio si legge: «Pensate che ci siamo dimenticati di voi vero? Pecore. Il lupo cattivo non dimentica. Via abbiamo controllato e ci siamo divertiti. Sappiamo tanto, tutto di voi. Dove abitate, cosa fate… Quello che è stato non è nulla. Quello che sarà? Neanche lo immaginate».

Dunque, dopo mesi di silenzio, tornano a farsi sentire gli autori dell’agguato a colpi fucile contro i vigili di Fermo. L’inquietante fatto si era consumato il 26 ottobre del 2015 quando una o più persone avevano scaricato otto pallettoni contro un gruppo di agenti che si trovava nell’autoparco. Otto pallettoni calibro sette contenuti all’interno delle due munizioni esplose dagli attentatori ad altezza uomo (come si può vedere dai fori rinvenuti sul muro e sulle saracinesche). La polizia, che indaga sull’attentato, aveva stabilito che a sparare era stato un fucile a due canne, comunemente chiamato doppietta. Chi aveva esploso i colpi di fucile caricato a pallettoni conosceva bene la zona: aveva lasciato l’auto distante, raggiungendo a piedi la parte più adatta all’agguato, attendendo i vigili. Un piano ben congegnato da chi aveva sparato per uccidere: ora gli autori dell’agguato sono pronti a colpire nuovamente.