Fermo, 10 luglio 2018 - "Continuano e si intensificano le polemiche e i dibattiti per lo spostamento del liceo classico Annibal Caro, voluto dalla Provincia, sostenuta da un vociante ma anonimo gruppo di genitori degli alunni che hanno da tempo deciso per la chiusura dell’edificio storico». A parlare è oggi Giacomo Romani Adami, ingegnere, già alunno del liceo. È uno dei componenti del comitato che ci tiene a definirsi ‘non anonimo’ che si batte per mantenere in centro storico la scuola, ovviamente in condizioni di sicurezza, insieme con il notaio Alessandro Rocchetti, con Italia Nostra e il suo presidente Gioacchino Fasino, Patrizia Marini, Caterina Grisostomi, rappresentante dei genitori in Consiglio d’istituto.

Con loro ci sono tanti altri cittadini. «Al di là delle ragioni degli uni e degli altri – spiega Romano Adami – mi sembra che uno dei punti fondamentali, e su cui la presidente della Provincia Moira Canigola ha sempre taciuto, riguardi la sicurezza intrinseca della struttura, rappresentata dall’indice di vulnerabilità dell’edificio storico del liceo classico e, a confronto, quello non solo degli edifici dove la scuola dovrebbe essere spostata, ma anche e soprattutto l’indice di vulnerabilità delle altre scuole della città. Possiamo dunque subito ribattere a queste fumose proposte che l’indice di vulnerabilità di Palazzo Euffreducci, attuale sede del liceo Annibal Caro e oggetto di importanti lavori di ‘Riparazione danno e miglioramento sismico’ a seguito del sisma del 1997, dovrebbe essere da tempo noto alla Provincia, ma sempre tenuto nascosto all’opinione pubblica e allo stesso dirigente della scuola. Non è comunque da escludere che l’Indice di vulnerabilità dell’edificio storico del liceo sia maggiore di quello di altre scuole di Fermo e della Provincia, al momento del tutto sconosciuto e invece continuamente sbandierate come possibili soluzioni alternative e di tutta tranquillità».

Alla presidente della Provincia il comitato chiede una risposta chiara e documentata. «Qual è dunque – aggiunge – , chiediamo alla presidente Canigola e al sindaco di Fermo, l’indice di vulnerabilità degli edifici proposti? Quali sono stati gli interventi ispettivi e di manutenzione eseguiti sugli immobili pubblici negli ultimi anni? Quale situazione si prospetta nell’immediato per la salvaguardia dell’incolumità degli studenti, dei cittadini, degli operatori che frequentano il centro storico di Fermo? Al sindaco Calcinaro chiediamo inoltre se vuole propagandare un’immagine di Fermo insicura e a rischio nel suo centro storico».

Del gruppo fa parte anche Silvia Bonfigli, professoressa, architetto, già alla Sovrintendenza delle Marche. «Crediamo nella necessità che la scuola rimanga dove è – sottolinea –, non solo e non tanto perché siamo fermani ma perché crediamo sia sufficientemente sicura e adeguata alla vita del liceo classico. Crediamo che il luogo sia importante per l’educazione dei nostri ragazzi e crediamo che il centro storico debba restare vivo anche attraverso la presenza di tutte le istituzioni e di tutti i servizi necessari alla vita di una comunità. Non è un pensiero politicamente schierato, ma di buon senso, supportato, per quanto mi riguarda, anche da parecchi anni di studio».