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Fermo, 7 novembre 2018 - Malato di ludopatia si era trasformato in un rapinatore seriale per procurarsi i soldi da giocarsi nelle slot machine e nei casinò online. L’inquietante caso è approdato ieri in tribunale, dove davanti al giudice, per essere processato con rito abbreviato, è comparso D.L., un 42enne di Fermo originario di Porto San Giorgio. L’uomo, difeso dagli avvocati Enrico Mariani e Alessandro Ciarrocchi, è accusato di una serie di scippi avvenuti tra il Fermano e il Maceratese.

Nell’udienza di ieri, nello specifico, si è trattato l’episodio consumatosi nel 2015 a Porto San Giorgio, quando il 42enne aveva preso di mira una donna che stava facendo rientro a casa dopo il mercato. Erano da poco passate le 13 e D.L., in sella alla sua bicicletta, aveva pedinato la vittima; scelto il momento propizio, l’aveva avvicinata da dietro per poi strapparle la borsetta di mano, con dentro denaro, documenti, chiavi di casa e carte di credito. Il 42enne era poi scappato, facendo perdere le sue tracce. La donna si era rivolta ai carabinieri che, con un’indagine lampo, erano riusciti ad incastrare il rapinatore attraverso alcuni filmati della videosorveglianza. L’uomo, una volta preso, aveva restituito il maltolto, tranne il denaro contante, che nel frattempo aveva speso per giocare ai videopoker.

Durante l’udienza di ieri il dottor Roberto Testa, consulente tecnico nominato dal giudice per una perizia psichiatrica sull’imputato, ha spiegato che il 42enne era incapace di intendere e di volere al 75%, ma non completamente. La perizia era stata chiesta dall’avvocato Mariani per dimostrare il grave stato di dipendenza del suo assistito: «Da settembre 2017 - spiega il difensore - il 42enne si trova nella comunità di San Girolamo dove viene sottoposto alle terapie. E’ un ludopatico malato di gioco d’azzardo, in particolare gioco online e slot machine, ed è affetto da questa patologia che sta facendo molte vittime in tutta Italia. Ha già subito 30 ricoveri e, una volta, ha anche tentato il suicidio. Lui ruba per poi giocarsi il denaro e riteniamo sia psicologicamente incapace».

Il giudice, sulla base dei risultati della consulenza tecnica, ha deciso di aggiornare il processo e rinviare la sentenza.