Montefortino (Fermo), 14 marzo 2018 - Sono iniziati il 19 febbraio i lavori per ristrutturare il santuario della Madonna dell’Ambro di Montefortino. Un progetto del valore di 1.010.000 euro finanziato dalla Carifermo, con lo scopo di recuperare una struttura simbolo dei Sibillini e allo stesso tempo riconsegnare speranza ad una popolazione durante colpita dal sisma. L’obiettivo è terminare i lavori entro Natale 2018.

Si è tenuta ieri la presentazione del restauro del santuario alla presenza dell’arcivescovo Rocco Pennacchio, il prefetto Maria Luisa D’Alessandro, il sindaco di Montefortino Domenico Ciaffaroni, il presidente della Carifermo Spa Amedeo Grilli, quello della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, Alberto Palma, il vice presidente della Provincia Stefano Pompozzi, il rettore del santuario padre Gianfranco Priori. «Abbiamo scelto un simbolo – inizia Grilli – che si trova a 10 chilometri dall’epicentro da dove si è sviluppato il terremoto per far capire che si può e si deve ripartire. Noi ci siamo, questo è il luogo da cui deve ripartire la speranza».

Il presidente di Carifermo, ha poi snocciolato alcuni aspetti burocratici: giugno 2017 l’annuncio di Carifermo di recuperare il santuario. Il 1° settembre, firma della convenzione con l’arcidiocesi di Fermo per l’esecuzione dei lavori. Novembre 2017 presentazione del progetto agli enti interessati per il rilascio delle autorizzazioni. Il 5 febbraio 2018 approvazione del Comune di Montefortino del progetto. Il 19 febbraio inizio dei lavori.

«I luoghi di culto non hanno solo importanza religiosa – dichiara Monsignor Pennacchio -. Intorno a questo santuario c’è la storia e la cultura di un popolo. Noi vogliamo dare un segnale di speranza. Se i frati me lo concederanno, celebrerò la messa di mezzanotte la vigilia di Natale». «Il fine mi interessa poco – commenta il prefetto D’Alessandro – io guardo al metodo. Questo progetto ha innescato un cammino legato alle relazioni umane. Il sindaco di Montefortino ha il diritto di avere in questo territorio un santuario così importante».

Encomio a Ciaffaroni che in circa 50 ore, è riuscito ad ottenere tutte le autorizzazioni dei vari enti per avviare il recupero. «Oggi è una bella giornata per me e per le Marche – commenta il primo cittadino -. Devo rivolgere tanti grazie: ai tecnici dell’impresa Alessandrini che dopo la scossa del 30 ottobre a repentaglio della vita, hanno messo in sicurezza il santuario. Alle forze dell’ordine che hanno vegliato sui cittadini ed evitato che i beni venissero depredati. All’Anas, che ha stanziato dei fondi per la messa in sicurezza della strada che conduce al santuario. Al presidente Ceriscioli, che ci ha promesso l’ammodernamento della strada 210. Ma il mio grazie più grande è rivolto alla Carifermo».