Padre Gianfranco Priori, rettore del santuario della Madonna dell'Ambro
Padre Gianfranco Priori, rettore del santuario della Madonna dell'Ambro

Montefortino (Fermo), 11 settembre 2019 - Padre Gianfranco Priori, rettore del santuario della Madonna dell’Ambro da nove anni, alla scadenza del mandato, su richiesta dell’Ordine dei frati minori Cappuccini a cui appartiene, ha accettato di proseguire il suo incarico. La riconferma un fatto mai accaduto nella storia dei Cappuccini, affonda le radici in un contesto storico e culturale, umano e spirituale legato al santuario e al suo territorio. Il luogo di culto, colpito duramente dal sisma è stato riaperto grazie all’investimento di riqualificazione della Carifermo.

Da qui è divenuto la testimonianza concreta di luce e speranza per la comunità dei Sibillini e centro propulsore di rinnovata economia e spiritualità. Dalla sua riapertura infatti, il Santuario è divenuto luogo di accoglienza per migliaia e migliaia di fedeli provenienti da tutta Italia, contrariamente al pre sisma, quando la chiesa era custode di un pellegrinaggio locale. Basti pensare che nel mese di agosto appena concluso, il santuario ha censito il record dei visitatori dagli anni ’60 ad oggi. Un fenomeno straordinario che ne fa una mèta di cercatori di infinito, di senso e di vita. L’Ambro non è infatti un luogo di passaggio, e chi sceglie di raggiungerlo affronta anche strade scomode pur di arrivare alla ricchezza naturale del luogo dove rispondere al bisogno di aprirsi, confidarsi e raccontarsi agli uomini e all’infinito che fa capo a Dio.

Accanto al prezioso valore spirituale, c’è quello dell’economia turistica, fatta di tante presenze che portano una ventata di ristoro per le attività locali. Un contesto generale che fa dell’Ambro il simbolo ed il volano della ripresa post sisma. Un percorso di rinnovato entusiasmo, che dimostra cosa significhi ripartire tanto dalla macerie visibili di un terremoto quanto da quelle invisibili dell’animo umano, che porta innegabilmente l’impronta di padre Gianfranco Priori. Perché a parlare di lui è la chiesa, l’accoglienza, l’omelia, l’approccio alla comunicazione della bellezza attraverso le relazioni umane e dei social. «In questo percorso personale e collettivo – commenta padre Gianfranco – c’è una visione complessiva che tiene conto di un mondo che cambia, di un terremoto che ha stravolto il territorio e di una ripartenza che non può essere fermata. Il mio cuore ho accettato di proseguire per tante ragioni che partono dalla speranza di cui il santuario è custode. C’è un filo che lega gli anni del post sisma, tessuto da una signora che si chiama Maria e che da noi si chiama Madonna dell’Ambro».