MARISA COLIBAZZI
Cronaca

Marcorè rompe il silenzio: "Scelta che ci sta, ma si risparmi l’ipocrisia"

L’attore torna sulla decisione della nuova amministrazione di non confermarlo alla direzione artistica del Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio: "Abbiamo aspettato per mesi una telefonata o una convocazione, ma non è accaduto"

Neri Marcorè commenta la decisione della nuova amministrazione di non confermarlo alla direzione artistica del Teatro delle Api

Neri Marcorè commenta la decisione della nuova amministrazione di non confermarlo alla direzione artistica del Teatro delle Api

Porto Sant’Elpidio (Fermo), 5 novembre 2023 – Neri Marcorè rompe il silenzio e dice la sua sulla decisione della nuova amministrazione di non confermarlo alla direzione artistica del Teatro delle Api. "Sta passando l’idea che io e Battista (il condirettore Tofoni, ndr) ci saremmo ritirati per ‘spocchia’ di sinistra. Non è così. Abbiamo aspettato per mesi una telefonata o una convocazione dalla nuova amministrazione e non è accaduto"

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Cos’è succeso, dunque?

"Quando si è insediata la nuova giunta, non volevo avere pregiudizi, mi aspettavo non tanto una conferma, ma di conoscerli. La loro decisione è legittima, ma avrei preferito che avessero preso il telefono per dirmi ‘grazie di tutto, ma vogliamo cambiare direttore artistico’. Avrei capito. Non l’hanno fatto. Sono stato io a telefonare a Gilberto Santini (direttore Amat, ndr) per capire se stavano stilando la stagione (come stavano facendo). Solo dopo, mi ha chiamato il sindaco Massimiliano Ciarpella. Non l’avessi chiesto io, non so quando mi avrebbero chiamato".

Che vi siete detti con Ciarpella?

"Gentile, ha detto di voler lavorare con l’Amat e, magari, poteva farlo anche con me. Ma la direzione artistica è una: o la mia, o dell’Amat. Le porte spalancate? Se c’è richiesta, mi sono sempre esibito nel mio paese e continuerò a farlo, non ho preclusioni. La loro decisione ci sta ma ci si risparmi l’ipocrisia".

Dov’è l’ipocrisia?

"Nel dire che si voleva cambiare e proporre qualcosa di diverso. Non vedo discontinuità. I quattro spettacoli con attori nazionali non sono scelte diverse da quelle che avrei potuto fare io. Papaleo, Minaccioni, Finocchiaro, Sandrelli sono tutti bravi e miei amici. Santini vuole portare le grandi compagnie poi mette due monologhi, come facevo io".

L’obiezione sui tempi lunghi per la stagione teatrale?

"Obbedivo a una logica concordata con l’amministrazione, considerato il budget disponibile e la volontà di ottimizzarlo aspettando che le tournée teatrali degli amici fossero definite per venire da noi a minor costo. Nelle prime stagioni, con 10 spettacoli di prosa e 6 concerti si cominciava a ottobre".

Ha influito l’aver sostenuto il candidato sindaco Paolo Petrini?

"Influiva comunque il mio modo di pensare che non ho mai nascosto, ma ho sempre portato spettacoli di artisti bravi, più o meno conosciuti, senza mai fare scelte ‘estreme’. Forse, ha influito anche qualche piccola rivalsa e invidia di chi non aveva avuto carta bianca. Petrini l’ho sostenuto perché è una persona valida, è stato un ottimo sindaco e lo stesso Teatro delle Api c’è grazie a lui".

Le avessero chiesto di restare?

"L’avrei fatto, ovviamente senza accettare ingerenze da parte di nessuno. Non ho voluto avere alcun pregiudizio ma sospetto che non sia stato così nei miei confronti".

Adesso l’Amat gestisce teatro e stagione.

"Mi auguro che ci investano parte delle risorse di cui dispongono e che si possa tornare ad avere più di 4 spettacoli a stagione. In questa non vedo le grosse discontinuità sbandierate".

Il suo teatro è stato definito di ‘leggerezza pensosa’.

"Non so se volesse essere tale, ma mi sembra un bellissimo complimento. Grazie".